MALEFICENT

MALEFICENTTITOLO: MALEFICENT

GENERE: FANTASY

RATING:  * * * *

TRAMA:

Tutti conosciamo la favola della bella addormentata nel bosco: un re ed una regina hanno una bambina di nome Aurora ed una strega malvagia si presenta a corte per scagliarle contro la su famosa maledizione. Ma siete sicuri di conoscere veramente la storia? Chi sono il “povero” re Stefano e la “perfida” Malefica? Forse non tutto è come sembra e non tutte le cose sono andate come ve le hanno sempre raccontate. Riconoscere il bene dal male, distinguere i buoni dai cattivi non sempre è così semplice. La realtà è assai più complessa di quanto possiate immaginare …

Da sempre si fronteggiano due regni confinanti: quello degli umani, avidi, assetati di potere e conquista, e quello della Brughiera, un mondo incantato abitato da creature fantastiche e fatate. Maleficent è la più potente delle fate e veglia sulle creature buone che popolano quel regno. Da bambina si imbatte in un umano di nome Stefano, un ragazzino, suo coetaneo, abbastanza coraggioso e curioso da sfidare l’ignoto ed addentrarsi nella Brughiera. I due fanno amicizia che con il tempo e l’età matura si trasforma in amore. Ma l’occasione di diventare re fanno emergere i sentimenti più meschini di Stefano che non esiterà a tradire la sua amata nel sonno.

Sconfitta ed umiliata Malefica vive nell’ombra della Brughiera covando vendetta ed il giorno della nascita di Aurora, figlia di re Stefano e della regina, le offrirà l’occasione. Presentandosi di fronte ad una corte spaventata scaglierà la sua maledizione: “Prima che il sole tramonti sul suo sedicesimo compleanno ella cadrà in un sonno simile alla morte!” …

(Regia: Robert  Stromberg – anno 2014)

 

COMMENTO:

Uno splendido fantasy che dall’originale favola Disney La bella addormentata nel bosco, trae soltanto una lontana ispirazione tanto il racconto si discosta per maturità e profondità dal classico.

Una versione completamente riammodernata dalle tinte decisamente gotiche ed affascinatamente noir, che completa la storia con un vero e proprio prequel. L’originale presenta agli spettatori una favola ingenua dai  ruoli semplice e stereotipati con i reali ed i principi buoni da una parte  e la strega cattiva dall’altra, ma la realtà non è mai così elementare e le dinamiche umane sono assai più complesse: perché le streghe sono così “cattive” mentre i re con la barba bianca ed i principi coraggiosi sono “buoni”? Ma soprattutto è sempre così? Interrogativi che arricchiscono la favola Disney del 1959 di analisi psicologiche critiche e profonde, trasformando Maleficent in un film più per adulti che per bambini.

La nuova storia parla della miseria umana, una meschinità che non ha limiti né pudore; sentimenti come amicizia ed amore cancellati e sostituiti con quelli dell’ingordigia e del possesso. Il tradimento di re Stefano ai danni di Malefica è un atto ripugnante perché non ferisce solo fisicamente o nell’orgoglio, ma trafigge l’anima: si può immaginare un dolore più grande di quello di una creatura fatata privata delle sue ali? Una mutilazione che la trasforma per sempre in un essere condannato a strisciare sulla terra, una ferita capace di incidere e cambiare la natura più profonda di qualsiasi creatura.

Così scopriamo che In realtà “la strega cattiva” è soltanto una donna profondamente tradita e ferita, e la sua maledizione non è incomprensibile cattiveria ma la manifestazione di un dolore talmente grande che, raggiunto il culmine, precipita umanamente nella vendetta. Tanto dolore e oscurità non sono tuttavia senza speranza. Saranno la vita ed il tempo a compiere quel paziente lavoro di trasformazione interiore che porta alla luce del perdono.

Splendido il colpo di scena ed il messaggio finale che stravolge quello melenso della favola originale, interrogandosi su cosa sia “il vero amore”. Un messaggio forse rivolto al mondo degli adolescenti, vista l’età della principessa Aurora e del principino, che porta a riflettere: il vero amore non va confuso con una tempesta ormonale od una mera attrazione fisica; ed incredibilmente l’amore vero non è nemmeno quello di una madre, perché anche quello è interessato. L’amore materno è forse il più grande amore che ci sia a livello fisico, umano, esistenziale, ma è sempre interessato in quanto legato al sangue, al cordone ombelicale, alla placenta, ad un interesse di sopravvivenza dei propri geni o della specie in generale. Ma l’amore vero è ancora più alto e puro perché disinteressato.

Emozionante, anche se più recondita, la figura di Malefica quale eroina ecologista posta a guardia e protezione della Brughiera, metafora di un mondo naturale  ancora intatto e puro da proteggere dall’avidità e distruzione degli umani che anelano metterci le mani sopra per sottometterlo ai propri desideri di consumo e possesso. Come un guerriero dell’arcobaleno Malefica vola in alto verso il cielo sino a sbucare al di sopra delle nuvole per entrare in contatto con quella energia vitale e divina che la illumina di sole: sotto la sua protezione nessuno riuscirà a lottizzare quel regno incontaminato.

Insuperabile il casting nella scelta dell’attrice protagonista: l’interpretazione superba, il sorriso smagliante, gli occhi magici ed ammaliatrici, il suo affascinante aspetto dark  fanno di Angelina Jolie  la perfetta incarnazione di Malefica. Perfettamente pendant la scelta di Once upon a dream affidata alla voce noir di Lana Del Rey come colonna sonora finale del film.  

Imperdibile per gli amanti del genere!

 

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10 pensieri su “MALEFICENT

    1. Cristina

      C’è un pò di Malefica in ognuno di noi…. bellissimo remake della favola originale, ricco di sorprese e con una splendida morale ❤

      Rispondi
  1. sabato83

    Veramente bella recensione. Mi hai fatto piacere questo film, ancor più di quanto mi fosse piaciuto di suo 🙂
    Gran bel film, realizzato, sceneggiato, diretto e interpretato egregiamente!

    Rispondi
  2. admin1962 Autore articolo

    Sacrilegio!!!
    Non si possono rovinare le suggestioni del grande schermo vedendo i film in TV, a meno che non siano pellicole talmentte scadenti da essere interscambiabili con gli sceneggiati televisivi….
    Anche Maleficent non sfugge a questa legge: al cinema il pathos che trasmette è tutt’altra cosa!
    Vabbè .. per questa volta ti perdono! 😉

    Rispondi

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