CINEMA E DIDATTICA

cinema 3Il cinema è come una miniera di incommensurabile valore poiché usa l’immaginazione, e come diceva Einstein:

L’immaginazione è più importante della conoscenza:

la conoscenza ha un limite,

l’immaginazione no

I film sono le gallerie di questa miniera; Il mio umile tentativo vorrebbe essere quello di aiutarvi ad immergere le mani nelle profondità di queste gallerie per tirar fuori ricchezze inestimabili: riflessioni, insegnamenti, pensieri, considerazioni, idee.

Il mio invito dopo aver visto un film è quello di porvi la seguente domanda: che cosa mi porto a casa ?

Lo stile di recensione che ho scelto non è di natura tecnica, bensì di natura interiore, emozionale ed estetica; questo mi permette di sostituire il freddo tecnicismo con il calore delle risonanze interiori, o almeno questo è il mio intento.

Diciamo che da un paio d’anni mi sono concentrato su uno stile di recensione che vorrebbe essere una guida, per lo spettatore, per estrarre dalle opere cinematografiche quella straordinaria ricchezza che in esse si cela.

Questa scelta porta con sé un limite. chaplin_Luci della città

Tutti gli stimoli che percepiamo dal mondo esterno non sono la verità, ma solo la nostra percezione della realtà, ossia ciò che della verità ci è permesso di vedere attraverso i filtri e le lenti dei nostri 5 sensi, dei condizionamenti culturali, delle nostre personalità, delle nostre esperienze di vita e della nostra genealogia.

Per questo vi invito a condividere con me le vostre impressioni, dandomi in questo modo l’opportunità di vedere ciò che magari i miei occhi non hanno colto, arricchendo la mia visione del mondo e della realtà, poiché, come dice Olivier Nakache:

A volte bisogna entrare nel mondo di qualcun altro per capire cosa manca nel tuo.

In questo modo il cinema si trasforma in strumento attivo di conoscenza e di crescita personale, dando ai film un valore aggiunto estremamente maggiore del puro svago.

Da sempre mi sono mosso nella direzione di un apprendimento a 360°; qualunque fosse stata la fonte avrei cercato di trarne un insegnamento.

Curiosità, lettura, ascolto, osservazione esteriore ed interiore permettono di imparare da qualsiasi esperienza. Alla luce di ciò direi che la conoscenza è un’attitudine e per coloro che hanno poco sviluppata questa tensione conoscitiva o che non amano i canali di trasmissione istituzionali, il cinema può costituire una straordinaria opportunità, un fantastico strumento alternativo.

Roberto Provana [1] parla di “apprendimento corsaro”, ossia la libertà e capacità di apprendere ovunque, sempre e in qualsiasi situazione, anche la più mossa e fluida come la realtà contemporanea.

anna-magnani-ruby150 Tra la molteplicità delle fonti di informazione (dal web alla strada, dalle riviste agli mp3, dai libri alla scuola), a mio avviso il cinema è una delle più potenti!

In poco meno di due sole ore è possibile vivere l’esperienza di migliaia di altre vite: sceneggiatori, scrittori, autori teatrali, registi, scenografi, musicisti, attori, mettono a disposizione nelle loro opere tutto ciò che a loro volta hanno appreso, capito, teorizzato, sentito, intuito dagli uomini che ne hanno fatto ciò che sono, fungendo quindi da moltiplicatori esponenziali del patrimonio conoscitivo umano.

Il tutto trasmesso con la potenza delle immagini e dei suoni, i principali tra i nostri cinque sensi.

Tutto questo oceano di informazioni ci investe e ci arricchisce se si ha una tensione conoscitiva.

Da questo punto di vista credo che la scuola non approfitti quanto dovrebbe, per suo megan-fox-incinta compito istituzionale, di questo straordinario strumento educativo, che darebbe agli insegnanti una potentissima alternativa nella trasmissione e consapevolizzazione di ciò che vorrebbero insegnare; tra gli infiniti temi offerti dalle opere cinematografiche basterebbe scegliere quello più idoneo a far passare il messaggio desiderato nelle menti dei discenti.

Una opportunità ignorata, sprecata o sottovalutata quindi, che permetterebbe di tenere alta l’attenzione ed aperti i canali emozionali attraverso i quali far passare l’insegnamento, senza le chiusure e resistenze opposte dagli studenti ai metodi tradizionali, resi decisamente meno attraenti e stimolanti da internet, Iphone, Ipad e televisione.

Si afferma sempre che il cinema è cultura, ma poi non viene quasi mai utilizzato come strumento di conoscenza e di crescita personale.

Nel mio Blog intendo taggare ogni film con una serie di parole chiave che vorrebbero guidare l’insegnante nella scelta del film da mostrare ai suoi discenti a seconda del concetto che vorrebbe trasmettergli.

Immaginiamo per es. di voler trasmettere il significato di “consapevolezza”. Come facciamo? Non è semplice trasmettere un concetto così elevato ed astratto con strumenti convenzionali.

Può essere d’aiuto invece cercare la parola “consapevolezza” nel Blog e vedere quale film a mio modesto parere ho segnalato come adatto a trasmettere quella conoscenza, quell’idea, quel concetto.

Proiettandolo in aula l’insegnamento passerà con potenza ed efficacia. Nell’esempio sopra riportato per insegnare il significato di “consapevolezza”, suggerisco per es. il film Primavera, estate, autunno, inverno ed ancora primavera …” di Kim Ki-duk.

Un altro uso straordinario del cinema è di tipo … terapeutico: possiamo scegliere quale tipo di emozione provare, come su di un catalogo o nel menù di un ristorante.

anna magnaniVogliamo sorridere con intelligenza? Sceglieremo una buona commedia.

Vogliamo commuoverci? Sceglieremo il genere romantico-sentimentale.

Abbiamo bisogno di staccare il cervello? Un buon action film.

Vogliamo provare emozioni forti? Ottimo il genere drammatico, e così via. Possiamo cioè far risuonare le emozioni che vogliamo, come le corde di un’arpa interiore, dalle note più gravi a quelle più acute.

Ultima per citazione ma non per importanza è la possibilità che il cinema ci dà di viaggiare nello spazio e nel tempo all’infinito, anziché dalla nostra realtà al macro-cosmo, dalla nostra realtà al micro-cosmo.

A tale proposito una citazione che adoro mi aiuta a spiegare cosa intendo:

Il movimento è relativo. Viaggiare è relativo.

L’essenziale nel viaggio non è il cambiamento di luogo, ma di coscienza.

Mettete una persona intelligente in prigione e ne verrà fuori un libro come il De Consolatione philosophiae di Boezio. Mandate un cretino a fare il giro del mondo e ne ritornerà un cretino abbronzato.

[Friedhelm Moser]Matrix_neo_web--400x300_immagine_l

Quello che intendo dire è che si può viaggiare all’infinito anche senza muovere un passo, basta scendere nelle profondità abissali delle cose, verso l’infinito del microcosmo, scavando ed esplorando tutte le dimensioni e le implicazioni che un film può portare con sé.

Allora facciamo questo meraviglioso viaggio insieme, fatevi condurre da questa sorta di guida come novelli Dante Alighieri da Virgilio.

Non ve ne pentirete!

Fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e conoscenza

[Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI, 116-120]


[1] Psicologo, docente universitario, ricercatore, formatore e consulente aziendale. Opera da più di trent’anni nel campo della creatività, dello sviluppo personale e della comunicazione non verbale.

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