LA FORMA DELL’ACQUA – THE SHAPE OF WATER

TITOLO: LA FORMA DELL’ACQUA – THE SHAPE OF WATER

GENERE: DRAMMATICO, FANTASY

RATING:  * * + 

TRAMA:

Baltimora anni ’60. In un monolocale sopra un cinema, vive in affitto Elisa, una ragazza orfana e muta che conduce la sua solitaria esistenza ai margini della società. Suo unico amico e dirimpettaio Giles, un vecchio artista omosessule, con il qual condivide solitudine e pensieri.

Elisa lavora come donna delle pulizie in un centro militare di ricerca sperimentale dove vengono svolti segretissimi esperimenti in un clima di guerra fredda spietato e crudele. Stati Uniti e Unione Sovietica, in gara per la corsa allo spazio, sono infatti disposti a tutto pur di strappare la supremazia scientifica all’avversario.

Un giorno, in uno dei tanti laboratori di ricerca, Elisa scopre che vive in catene una strana creatura anfibia dall’aspetto umanoide, oggetto di terribili sperimentazioni.  Trascorrendo di nascosto le pause di lavoro nel laboratorio, tra i due nasce una speciale relazione nel corso della quale Elisa si accorge che la creatura è dotata di una grande intelligenza e sensibilità. Da quel momento in poi avrà un solo obiettivo, salvarlo.

(Regia: Guillermo del Toro – anno 2018)

COMMENTO:

Un’intrigante favola moderna sulla solitudine, la diversità, l’amicizia e l’amore (nell’ordine cronologico con il quale lo spettatore li scopre con il dipanarsi della storia). La morale è sempre quella dell’amore come l’unica forma di energia capace di conciliare e dare un senso a tutto, pur nelle sue diverse manifestazioni.

Una novella originale ambientata nei magici anni ’60 statunitensi, splendidamente ricostruiti da una scenografia ed ambientazione filologicamente perfetta, affidata ai toni caldi ed intimi della fotografia. Certosino il casting che assegna il giusto volto ad ogni personaggio: la sensibile Elisa a Sally Hawkins, la buona amica Zelda a Octavia Spencer, il malinconico Giles a Richard Jenkins, lo spietato Richard Strickland a Michael Shannon (II), via, via sino all’ultima comparsa.

Ma non cercate grandi emozioni, il film è godibile per l’originalità della sua trama e la ricercatezza estetica più che dal punto di vista emotivo.

Interessante l’evoluzione cinematografica nell’uso dell’uomo “salamandra”, che da terrificante personaggio del vecchio film in bianco e nero Il mostro della laguna nera (Creature from the Black Lagoon), un fanta-horror del 1954 diretto da Jack Arnold, si trasforma in qualcos’altro a seconda delle diverse esigenze narrative, da Abraham Sapien in Hell Boy alla romantica creatura di The shape of water.

L’immaginazione di centinaia di autori da sempre ha affidato l’umana capacità di superare le barriere della diversità a creature fra loro simili per emarginazione e differenza, come la ragazza cieca che nel romanzo Frankenstein di Mary Shelley riesce ad avvicinare e conquistare la fiducia del mostro, a Elisa la ragazza orfana e muta del film di Guillermo del Toro, e non è un caso. Spesso solo le persone che hanno sofferto sviluppano l’empatica comprensione del dolore e della solitudine altrui.

Agghiacciante per il suo realismo la frase sulla vecchiaia di Giles: Quando mi guardo allo specchio, vedo i miei occhi di ragazzo nel viso di un vecchio …

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4 pensieri su “LA FORMA DELL’ACQUA – THE SHAPE OF WATER

  1. Cristina

    Ciao Ale,
    diciamo che più o meno abbiamo dato al film la stessa lettura…un genere particolare che si aggroviglia tra fanta-horror per adulti, realismo e racconto allegorico. E’ chiarissimo il messaggio contro il pregiudizio: chi è capace di sentimenti d’amore, di fragilità, di empatia, sono quegli esseri che il mondo mette ai margini, i disadattati, i diversi, i disprezzati, persone capaci di scoprire, capire e amare il cuore dei cosiddetti “mostri”. La protagonista Elisa, quasi inespressiva, immersa in una vita senza aspettative, chiusa nel suo silenzio, che per amore riesce a trasformarsi in una donna coraggiosa, vitale e profonda. Il suo rapporto con l’acqua è speciale tanto da apparire quasi come un essere anfibio. Ed è proprio quell’acqua a legarla indissolubilmente alla creatura “aliena” così diversa ma così simile a lei. La storia è raccontata ad arte, così come sono perfette le ambientazioni e i personaggi perfetti nei loro ruoli.
    Al prossimo film 🙂
    Baci
    Cri

    Rispondi

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