BLADE RUNNER 2049

TITOLO: BLADE RUNNER 2049

GENERE: FANTASCIENZA

RATING:  * * *

TRAMA:

Anno 2049. Dopo l’eliminazione del capo dei replicanti ribelli da parte dell’agente Rick Deckard, la Tyrell Corporation, creatrice degli androidi,  fallisce e viene comprata dalla Wallace Industries. A trent’anni di distanza i replicanti della vecchia serie Nexus 6 sono pochi e nascosti. A dargli la caccia l’Agente K della polizia di Los Angeles, una androide di nuova generazione, perfetto, senza limiti di longevità e sopratutto obbediente.

Durante il “ritiro” di un vecchio modello Nexus,  l’agente K fa una scoperta straordinaria che potrebbe destabilizzare il mondo nel delicato equilibrio tra replicanti ed umani. Sarà l’inizio di una caccia che porterà sulle tracce dell’ex agente Rick Deckard, scomparso nel nulla …

(Regia: Denis Villeneuve – anno 2017)

COMMENTO:

“Cosa? Il sequel di Blade Runner? E chi è così pazzo ed incosciente da osare toccare un mostro sacro della fantascienza, un’icona, fulgido esempio per le future generazioni di registi e sceneggiatori? È come se un pittore si fosse cimentato in un quadro che fosse un’altra posa della Gioconda di Leonardo, od uno scultore in una statua che fosse la scena successiva della Pietà di Michelangelo! Follia, pura follia!”.

Questa la mia prima reazione alla notizia di Blade runner 2049.

Normalmente diffido delle pellicole che si agganciano ad un film originale per sfruttarne il successo e le idee. Preferisco le opere originali, perfette nella loro unicità ed irripetibilità, pure manifestazioni dell’ingegno umano che brillano per la loro completezza, ma … cotanto coraggio mi ha incuriosito.

Il risultato non è un grande successo, ed era prevedibile; quando si fanno operazioni di questo tipo non può che essere così. Tuttavia il fatto di non aver rovinato il ricordo dell’originale di Ridley Scott è di per se stesso un grande risultato, pertanto chapeau a Denis Villeneuve per il suo coraggio.

Le pecche nel sequel ci sono e non sono poche. La scelta del protagonista per esempio; Ryan Gosling (alias Agente K) non ha molte espressioni a disposizione, ma nella parte di un androide la scarsa mimica facciale non disturba.

Un attimo indecisa la connotazione psicologica dell’androide cattiva, che all’inizio pare dotata di sentimenti umani, come quando sobbalza nel vedere squartare una giovane androide appena nata o quando piange prima di uccidere un’umana. Poi il suo profilo diventa decisamente chiaro e definito, virando decisamente sul cattivo.

Altro peccato veniale è la smaccata citazione del film Her (Lei), quando la compagna virtuale di K desidera avere un corpo di carne per fare l’amore con lui, ma la realizzazione tecnica nel film di Villeneuve è decisamente più raffinata dal punto di vista degli effetti speciali.

Fastidiosa la scena dell’Agente K che porta ad analizzare un reperto da un vucumprà etiope del futuro, fotocopia della scena nella quale Rick Deckard, nella pellicola del 1982, porta ad analizzare una squama di serpente da un  vucumprà asiatico.

Bella invece la trovata di dare forma al sentimento d’amore di una creatura artificiale rappresentandolo con un ologramma femminile dal nome Joi, la cui intelligenza è così umana da commuovere.

Il sequel, intrattenendosi sulla vita all’interno della megalopoli, aggiunge informazioni alla distopia originale di Blade runner. Le immagini olografiche di Elvis Presley, Marilyn Monroe, Frank Sinatra, lasciano intendere che la società del futuro ha avuto una evoluzione tecnologica non seguita da una evoluzione mentale in grado di sostituire quei miti.

Altra profezia raccapricciante è che se in Matrix desiderano una bistecca e In Blade Runner 2049 un pezzo di formaggio, significa che le previsioni sul futuro alimentare dell’umanità non sono rosee; e la dieta a base di insetti e bacarozzi è dietro l’angolo

Da molte parti è stata criticata la durata del film (152 minuti). A costoro trovo facile rispondere. Il tempo è relativo: passate una notte con la donna di cui siete perdutamente innamorati e quella notte volerà in un attimo; rimanete seduti con le chiappe nude su un termosifone rovente, e quei secondi sembreranno una eternità!

Personalmente ho trovato piacevole intrattenermi all’interno di quella bolla diegetica. Osservare più approfonditamente le atmosfere buie e claustrofobiche sotto la pioggia incessante, vedere come viveva quella umanità disperata, respirare la pesantezza di quel modo di esistere, ha rinforzato il mio transfert in quel mondo fantastico. Non avete delle persone, dei luoghi, delle atmosfere, che hanno caratterizzato dei momenti particolarmente felici ed emozionanti della vostra vita? Non è forse naturale desiderare di passare del tempo con qualcuno, o in qualche luogo che vi ricorda momenti così belli? I 152 minuti di questo film mi hanno dato questa opportunità, vivere ancora una volta quelle atmosfere fantastiche per le quali mi hanno condotto Ridley Scott e le musiche di Vangelis, dandole nuova vita.

Purtroppo gli sceneggiatori del sequel non sono stati in grado di produrre brani letterari che anche minimamente si avvicinino a quelli immortali del primo Blade runner; penso al monologo pronunciato da Rutger Hauer (alias Roy Batty, il nordico androide) prima di morire:

« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo…
come lacrime nella pioggia.
È tempo…di morire.
».

Scordatevi la poetica delle immagini della sua morte con l’indimenticabile rallenty del volo di una colomba bianca che lascia le sue mani ormai prive di vita. Non cercate la lirica di Deckard mentre ascoltava le ultime parole di Roy:

Io non so perché mi salvò la vita. Forse in quegli ultimi momenti amava la vita più di quanto l’avesse mai amata… Non solo la sua vita: la vita di chiunque, la mia vita. Tutto ciò che volevano erano le stesse risposte che noi tutti vogliamo: “Da dove vengo?” “Dove vado?” “Quanto mi resta ancora?” Non ho potuto far altro che restare lì e guardarlo morire.

Non cercate i pensieri filosofici del dott. Tyrell quando, interrogato dall’ultimo replicante sulla sua imminente fine, cerca di consolarlo pronunciando le seguenti parole:

Roy Batty: Non è una cosa facile incontrare il proprio artefice!
Eldon Tyrell: E che può fare per te?
Roy Batty: Può l’artefice ritornare su ciò che ha fatto?
Eldon Tyrell: Perché? Ti piacerebbe essere modificato?
Roy Batty Avevo in mente qualcosa di un po’ più radicale…
Eldon Tyrell: Quale… Quale sarebbe il tuo problema?
Roy Batty: La morte.
Eldon Tyrell: La morte… Be’, questo temo che sia un po’ fuori della mia giurisdizione, tu…
Roy Batty: Io voglio più vita, padre!
Eldon Tyrell: La luce che arde col doppio di splendore brucia per metà tempo. E tu hai sempre bruciato la tua candela da due parti Roy.

Poche parole, poche pennellate che dipingono un quadro di una potenza drammatica unica. Il suo erede, Niander Wallace, oltre al delirio di onnipotenza farfuglia soltanto qualche citazione del Vecchio Testamento. E in ultimo, le musiche … non penso che uscendo dal cinema avrete voglia di acquistare la colonna di Hans Zimmer e Benjamin Wallfisch, tuttavia il semplice fatto di essere riusciti a non rovinare un’opera d’arte immortale come Blade Runner è già di per se un successo. Se poi, oltre l’opportunità di ritornare a passeggiare ed intrattenersi con la mente in quei luoghi ed atmosfere, offre anche un colpo di scena finale ben venga.

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9 pensieri su “BLADE RUNNER 2049

  1. Monica

    A me è piaciuto e non solo perché non ha distrutto il ricordo lirico del primo blade runner ma perché nell insieme ha tenuto, non mi sono mai distratta, le atmosfere dark mi hanno trascinato in un mondo buio, sotterraneo.. catapultandomi in quella realtà con facilità, certo equiparare è impossibile, gli interpreti… la colonna sonora, irripetibile…. romantica e disperata, però l ho trovato soprattutto in relazione ad anni di orrendi film di fantascienza credibile, godibile, bello!!

    Rispondi
    1. admin1962 Autore articolo

      Ciao Monica, che bello sentire la tua autorevole voce! 🙂
      Spero che dall’insieme e dalle tre stelle di rating si capisca che anch’io ho apprezzato il film.
      Anche se il paragone con il primo Blade runner è impari, è stato bellissimo rivivere quei luoghi e quelle atmosfere; è come se il sequel le avesse estese nel tempo e nello spazio.
      Grazie mille per esserci 😉

      Rispondi
      1. Monica

        Ahahahahahah… grazie!!!
        cmq si ho capito perfettamente che abbiamo recepito il film quasi allo stesso modo..:-)

  2. Cristina

    “Se solo tu potessi vedere quello che io ho visto …” diceva l’androide Roy Batty……
    E’ forse uno dei punti focali del film: VEDERE (inteso soprattutto come “sentire”, “vivere”) qualcosa, ti cambia dentro e tutto ciò che “vedrai” dopo non sarà mai più uguale…
    Come dice il vecchio replicante nascosto e stanato dall’agente K “se tu avessi visto un miracolo”….
    Blade Runner 2049 non è certo un film perfetto ma a me è piaciuto :), l’ho trovato molto potente, impressionante e romantico, attualissimo ma anche indipendente e rispettoso nei confronti dell’originale.
    Sempre più effimera la distinzione tra il reale e il virtuale, come Joi, la fidanzata dell’agente K, (peraltro il mio personaggio preferito), una creatura artificiale ma per lui IMPRESCINDIBILMENTE VERA; le emozioni che comunica, difficili da spiegare a parole, sono assolutamente “umane” coinvolgenti, struggenti , commoventi.

    L’unica pecca? Forse un po’ troppo lungo….

    Baci baci
    Cri

    Rispondi
    1. admin1962 Autore articolo

      Che bello Cri, hai messo a fuoco dei momenti del film bellissimi e profondi, sei brava!
      Grazie per avermeli fatti rivedere ancora attraverso le tue parole 🙂

      Rispondi
  3. lapinsu

    Non ho mai visto un sequel omaggiare così tanto l’originale, senza per altro scimmiottarlo.
    Solo per qeusto il film merita un encomio.
    Villeneuve è un genio un po’ pazzo: sospettavo no npotesse qui replicare la meraviglia di ARRIvAL, però ci è andato vicino, e considerandola situazione è quasi un miracolo.

    Rispondi
      1. lapinsu

        Arrival, ad oggi, è uno dei film più belli dell’anno (forse battuto solo da LOGAN, ma di pochissimo). Devi vederlo il prima possibile, anzi sarebbe stasera 😀

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