SOTTO ASSEDIO – WHITE HOUSE DOWN

TITOLO: SOTTO ASSEDIO – WHITE HOUSE DOWN

GENERE: AZIONE

RATING:  *

TRAMA:

L’agente John Cale ambisce far parte della scorta del presidente degli Stati Uniti, ma viene rifiutato ancora una volta. Per nascondere la brutta notizia a sua figlia Emily, decide di portarla a fare una visita guidata alla Casa Bianca, ma durante il tour si trovano nel bel mezzo di un attacco terroristico. Una vero e proprio gruppo paramilitare mette a ferro e fuoco l’edificio neutralizzando le forze di sicurezza. Il destino del presidente e del mondo si trovano ora nelle mani dell’agente John Cale …

(Regia: Roland Emmerich – anno 2013)

COMMENTO:

Avete presenti le copie cinesi di alcuni prodotti occidentali ad alta tecnologia? Quelle riproduzione fatte con materiali scadenti, sostanze tossiche, design di pessimo gusto, colori sgargianti, che funzionano malissimo e dopo poco tempo si guastano? Bene, allora avete inquadrato perfettamente Sotto assedio – White House down! Un’operazione incomprensibile sia dal punto di vista artistico che commerciale; una volgare imitazione del precedente e meglio riuscito film Attacco al potere – Olympus has fallen, uscito a maggio del 2013, che ha meritatamente incassato il triplo di quanto fatto dal suo film-fotocopia uscito cinque mesi dopo.

Pietoso il pedissequo copia-incolla della trama. Ma negli States non esiste il reato di plagio?!? O era forse una scommessa tra due produttori ubriachi che con lo stesso copione in mano si sono sfidati a colpi di “Lo faccio meglio io! – No io …!”? Un’autentica boiata per sceneggiatura, casting, recitazione, incongruenze, e chi più ne ha più ne metta!

Gli schemi sono sempre gli stessi: Il protagonista è un giggione palestrato con la maturità di un bambino di sei anni; la figlia adolescente, colta ed intelligente, ha la saggezza di una quarantenne, gestisce un blog di politica estera e fa dieci a zero al padre (non si capisce come, dal momento che le studentesse americane, secondo il film, passano mesi a studiare coreografie da cheerleader!).

Ridicola la scena, a metà tra il patriottico e la storia della “Piccola vedetta Lombarda” del libro Cuore, dove l’antipaticissima ragazzina si scaraventa fuori dall’edificio semidistrutto, sventolando in slow-motion la bandiera presidenziale ed offrendo il proprio petto ai caccia F-22 Raptor in arrivo (forse agli americani mancano icone come quella dello studente cinese che in piazza Tien an men sbarrava la strada ai carri armati). Appunto per genitori troppo esigenti: se vostra figlia anziché studiare passa settimane a sventolare una bandiera da cheerleader, non rimproveratela, un giorno potrebbe salvare il mondo.

Buffissima la moria dei vicepresidenti che tentano di succedere al decaduto presidente in carica (che la cerimonia del giuramento porti sfiga?!?).

Gli attori, nessuno escluso, sono credibili come Scajola quando in conferenza stampa afferma che gli pagavano il mutuo a sua insaputa. Per non parlare della recitazione “canina”! Dove li hanno rimediati, nei casting per compagnie teatrali parrocchiali?

Ma passiamo ai personaggi, praticamente delle caricature di quelli del precedente film fotocopia.

Il cattivone psicopatico: ha una faccia credibile come quella di Freddy Mercury, in canottiera e brillantina sui capelli.

Il malvagio genio dell’informatica: da clichè deve per forza essere anche folle, pertanto dirige l’organizzazione della terza guerra mondiale al suono di musica classica, sparata a tutto volume da un radione, che il pazzoide dirige agitando un chupa-chups come fosse la bacchetta di un direttore d’orchestra.

Il presidente degli stati uniti d’America: ha la faccia di un gelataio ambulante e prende letteralmente a morsi i terroristi con l’aiuto del giggione, mentre tutta l’elite delle forze armate di cielo, di terra e di mare, vicepresidente, capi dei servizi segreti, generali, forze speciali, del paese più potente al mondo, stanno ad osservare il precipitare degli eventi da uno schermo come dei babbei, incapaci di prendere una qualsiasi decisione.

Per non parlare delle fastidiosissime inverosimiglianze di alcune scene d’azione come quella dell’eroe solitario, che dopo una rovinosa caduta che dal solaio della Casa Bianca lo porta al piano terra, rimbalza con la stessa disinvoltura e conseguenze fisiche di una pallina da tennis secondo la sempre più abusata logica che l’essere umano sia infrangibile.

Ovviamente non manca nemmeno il messaggio di speranza a buon mercato per mediocri, secondo il quale dietro ogni pirla potrebbe nascondersi un eroe (vedi il cicerone che conduce i turisti durante le visite guidate alla Casa Bianca, che da pavido coniglio si tramuta inverosimilmente in un coraggioso guerriero).

Insomma un pasticcione megagalattico che rovina, senza possibilità di appello, un soggetto indubbiamente accattivante per un film d’azione, come quello di mettere in scena un attacco alla Casa Bianca, operazione invece meglio riuscita nella versione di  Attacco al potere – Olympus has fallen.

Impossibile descrivere a parole quanto fosse scadente questa pellicola. Riuscite ad immaginare qualcosa di peggio che sbadigliare durante sparatorie, missili terra-aria che distruggono elicotteri, esplosioni, blindati, ostaggi inermi e massacri di guardie del corpo? Posso soltanto dirvi che a confronto film tipo Maciste nella valle delle olive sono da oscar!

Morale: copiare è deplorevole, ma non riuscire anche quando si copia è da idioti!

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Un pensiero su “SOTTO ASSEDIO – WHITE HOUSE DOWN

  1. Cristina

    ahahahahahahahahahahahahahahah !!!!!!!!
    Non potevi descrivere meglio questa inqualificabile pellicola!!!!!!
    Baci.
    Cri

    Rispondi

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