LOGAN – THE WOLVERINE

TITOLO: LOGAN – THE WOLVERINE

GENERE: SUPEREROI

RATING:  * * * *

TRAMA:

2029. Da 25 anni non nascono più mutanti e quei pochi sopravvissuti vivono nascosti ed emarginati. La legge del tempo non risparmia nessuno e non esiste una cassa previdenziale per supereroi, ne tanto meno una pensione. Logan, una volta Wolverine dei mitici X-men, sopravvive facendo l’autista a pagamento. I suoi poteri di rigenerazione non sono più quelli di una volta e l’avvelenamento da adamantio inizia a presentare il conto. Il controllo dei prodigiosi poteri psichici della mente del dott. Xavier, ormai novantenne e malato, è sempre più insicuro a causa di attacchi epilettici sempre più frequenti.

I due conducono la loro misera vita rintanati come lupi assieme a Calibano, uno degli ultimi mutanti rimasti, in attesa di poter un giorno comprare una barca dove ritirarsi e trascorrere i loro ultimi giorni. Il progetto si infrange quando una donna disperata ed in fuga gli affida la vita di Lora, una bambina dai misteriosi poteri, inseguita da oscuri e spietati personaggi che affiorano dal passato di Logan. Ma forse hanno fatto male i conti perché anche i vecchi leoni a volte riescono ancora a ruggire e tirar fuori la natura del vecchio guerriero, foss’anche l’ultimo ruggito …

(Regia: James Mangold – anno 2017)

COMMENTO

Attenzione, siamo di fronte ad un esperimento tanto ardito e originale da aver creato un genere cinematografico a sé: il fanta-realismo!

Dimenticate tutti i film di supereroi che avete visto sino ad oggi, perché James Mangold ne stravolge gli schemi e le logiche. Il risultato è l’esaltazione dell’eroismo umano a scapito di quello “super”. Il profilo psicologico dei personaggi prende il sopravvento conferendo al film tinte drammatiche. Logan assume il fascino dell’eroe vecchio e stanco, come testimoniano il suo viso segnato ed il corpo ricoperto da cicatrici raccapriccianti, ricordo delle tante, troppe battaglie combattute.

Il suo unico scopo è quello di proteggere il vecchio dott. Xavier, ormai novantenne, da un mondo che lo vuole soltanto catturare e non certo per portarlo in trionfo o ringraziarlo per aver così tante volte salvato l’umanità dai numerosi pericoli che l’hanno minacciata. Così se ne prende cura come farebbe un figlio con il padre malato, ma a modo suo, senza smancerie o dolcezze che non gli appartengono. Il loro sogno, che una volta accarezzava l’ideale di una pacifica convivenza mondiale tra mutanti ed umani, è oramai quello di un qualsiasi vecchio scoraggiato e logorato dalla vita che sogna di mettersi dei soldi da parte per comprare una barca dove passare i suoi ultimi giorni, lontano da tutto e da tutti, protetto dalla grandezza del mare.

La cupa atmosfera di declino è così ben costruita che alla fine nei loro confronti non si possono che provare dei sentimenti simili a quelli che si proverebbero per dei vecchi familiari; così ogni colpo di tosse di Logan stringe il cuore e la fragilità di Xavier intenerisce.

Ci sono delle tappe nel processo di crescita di un uomo che ne segnano i progressi: la prima è quella del crollo del mito del topolino che porta i soldini quando cade un dentino; una manciata di anni dopo è la volta di Babbo Natale, e via via in un crescendo che ti porta a vedere papà e mamma non come eroi ma come dei comuni mortali con i loro punti di forza e debolezze. A questo punto pensi: “Ok, sono pronto, adesso nulla potrà più destabilizzarmi!”. Ed invece un giorno … ti imbatti in Logan – The Wolverine!

Come? Quei supereroi che hanno abitato e sostenuto la mia adolescenza fumettistica riempiendola di sogni non sono eterni?!? I loro sguardi fieri e sfidanti, mentre proteggevano i deboli dalle angherie dei potenti, si possono spegnere? Le divise fiammanti, in materiali sconosciuti ma aderenti come il lattice, che avvolgevano i loro corpi scultorei, possono essere sostituite da una divisa da autista? Dov’è finita la mitica scuola per mutanti istituita dal dottor Xavier? Come può tutta la loro fantascientifica attrezzatura tecnologia finire per assomigliare ad una vecchia cisterna arrugginita crollata? Come possono i cattivi guardare con commiserazione The Wolverine? Come può la vecchiaia intaccare i loro corpi o la mente  più potente del mondo essere umiliata dall’epilessia?

No, questa incursione di bieco realismo nel mondo incantato e fantastico dei supereroi è troppo, mi appello alla convenzione di Ginevra, all’ O.N.U., a Save the children! Non esiste un W.W.F. o un GREENPEACE che tutelino il diritto di continuare a sognare anche a cinquant’anni?

A quanto pare no, e James Mangold lo ha scoperto, pertanto preparatevi ad uscire con la fascia nera al braccio e tanta, tanta amarezza per aver assistito alla fine degli ultimi Che Guevara esistenti, quelli dei fumetti. Non posso tuttavia negare il coraggio di James ed i suoi co-sceneggiatori, perché per trattare così crudamente i miti ce ne vuole tanto.

Non so cosa li abbia ispirati ma il risultato è un vero colpo basso per chi come me è cresciuto a pane e fumetti della Marvel. L’atmosfera crepuscolare e malinconica stride con le mie fanciullesche certezze e fa male, ma mi ha rivelato che esisteva ancora un passaggio prima di poter dire “sono diventato grande”: seppellire quei miti!

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6 pensieri su “LOGAN – THE WOLVERINE

    1. admin1962 Autore articolo

      Ivan! Sei tu!!! Grazie caro 🙂
      Anche se “tornato” è una parola grossa … ho semplicemente trovato una giornata da dedicare nuovamente a me stesso ed alle mie passioni!
      Grazie per esserci 😉

      Rispondi
  1. Cristina

    Bentornato Ale 🙂

    Molto bella e nostalgica la tua recensione, nel tuo stile…
    Anche a me il film è piaciuto molto e mi ha commosso.
    Bravissimo il regista perché è riuscito a mettere in scena la condanna “dell’essere umani” mostrando i mutanti come se fossero persone reali, senza costumi in latex o pose plastiche e con i volti solcati dalla sofferenza. Wolverine viene spogliato dei suoi poteri sovrumani e rivelato l’ uomo “LOGAN”, (anche il titolo fa pensare infatti) che si nasconde dietro agli artigli, un uomo stanco, disilluso, triste e sofferente.
    Il film è avvolgente, per niente noioso, si alternano infatti momenti di azione ad altri psicologici e introspettivi, come i dialoghi intensissimi, a tratti struggenti, tra Logan e Xavier un uomo oramai vecchio e malato che stringe il cuore…

    Un abbraccio grande ❤

    Rispondi
    1. admin1962 Autore articolo

      Cri! E’ bello sapere che abbiamo condiviso le stesse emozioni! 🙂
      Grazie per il tuo commento che considero un prezioso contributo oltre che segno di una bella sensibilità 😉
      Un bacio grande

      Rispondi
  2. lapinsu

    Ciao Ale
    è un piacere ri-leggerti qui per una recensione!!!

    Ti dico solo che io ho pianto e sono uscito col magone.
    Maledetto Mangold… certe cose non si fanno 😦

    hasta la vista, amigo!!!!

    Rispondi
    1. admin1962 Autore articolo

      Il mitico Lapinsu!!! 😀
      Grazie caro, è sempre un privilegio poterti leggere! E come avrai capito anch’io ho sofferto … mi sono anche sorpreso, ma era come se fossero morti dei parenti!
      Grazie per la comprensione ! 😉

      Rispondi

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