THE LOBSTER

THE_LOBSTERTITOLO: THE LOBSTER

GENERE: FANTASCIENZA

RATING:  *

TRAMA:

In un prossimo futuro sarà vietato essere single oltre una certa età. I trasgressori verranno arrestati e deportati in uno speciale hotel-lager nel quale dovranno trovare l’anima gemella tassativamente entro quarantacinque giorni, pena la trasformazione in un animale a propria scelta. Durante il soggiorno forzato, oltre a cercare disperatamente un compagno/a, gli “ospiti” dovranno partecipare ad una vera e propria caccia ai single clandestini che si nascondono nei boschi. Ogni single abbattuto darà infatti diritto ad un bonus di qualche giorno di tempo in più prima di essere irreversibilmente trasformati in animali.

(Regia: Yorgos Lanthimos – anno 2015)

COMMENTO:

La più feroce e spietata denuncia degli inganni su cui si basa la maggior parte dei rapporti di coppia che abbia mai visto. Una visione della relazione uomo-donna dualistica e pessimistica che non lascia scampo. La dicotomia si fonda su due possibilità: se si è una coppia lo si fa per convenzione sociale e la relazione si fonda sulla finzione, sul calcolo e sulla menzogna; se si è single si è irrimediabilmente soli e sadicamente impegnati a mantenere la sacralità di questo dogma ad ogni costo, anche a prezzo della propria felicità e realizzazione personale. La conciliazione di questa visione dicotomica della società dovrebbe avvenire nell’ambito di una terza possibilità, quella di chi si ama realmente con naturalezza e spontaneità, ma nel futuro rappresentato in The Lobster non vi è spazio per costoro.

L’elemento sul quale si fonda e si mantiene il conflitto è infatti affidato alla categoria di chi vive l’essere single come una ideologia dogmatica, che se da una parte denuncia l’ipocrisia su cui si basano la maggior parte dei rapporti di coppia con veri e propri attentati terroristici dimostrativi, dall’altra perseguita chi desidererebbe seguire i propri sentimenti con metodi da fondamentalisti religiosi.

Non c’è speranza per gli uomini e le donne della società immaginata da Lanthimos e il suo cosceneggiatore Efthimis Filippou. Nella loro visione infatti sia il modus vivendi delle coppie che quella dei single è oltre misura patologico. Se infatti la coppia poggia sulla falsità, i single ideologici vivono uno stato di invidia sadica verso l’amore naturale e spontaneo; coloro che cadono in questo sentimento sono l’eccezione da combattere e punire in maniera esemplare. Il tutto raccontato tramite una grande metafora angosciante e claustrofobica dagli evidenti connotati della malattia mentale,

E sin qui vale la regola d’oro “De gustibus ecc. ecc.” …, ma se a ciò si aggiunge l’uso di scene di maltrattamento e violenza sugli animali al solo scopo di creare nello spettatore repulsione e lo stesso stato d’animo disturbato del regista, allora si è di fronte ad un film non soltanto da evitare ma da sabotare!

In altre parole è il classico trappolone per cinefili esigenti, attirati da un protagonista del calibro di Colin Farrell ed una trama geniale decisamente originale, salvo accorgersi troppo tardi che si è di fronte all’opera di una persona psichiatricamente disturbata alla quale qualcuno ha dato credito e mezzi per fare un film.

Avevamo bisogno di The Lobster?  Penso di no. Dopo opere come questa il mondo non è un luogo più bello o migliore. Siamo di fronte a quelle creazioni umane che accrescono l’oscurità piuttosto che  elevare gli animi, pertanto da snobbare con la sufficienza di chi tollera gli insani gesti di un povero malato psichiatrico.

A voi la scelta.

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6 pensieri su “THE LOBSTER

  1. Monica

    Eppure la tua descrizione della trama mi ha coinvolto e le tue obiezioni incuriosito..
    Non sono d accordo sul fatto che non ci sia bisogno di creazioni che accrescano o sondino l oscurità, L oscurità è parte del cosmo, dell animo umano, bisogna invece affrontala per portare luce laddove si e” possibile e se lo si vuole..
    Lo vedrò questo film, piuttosto è uscito nelle multisale.?

    Rispondi
  2. admin1962 Autore articolo

    Ciao Monica, è sempre un piacere sentire la tua voce, anche quando (e sopratutto) non converge con la mia (senza diversità come ci si arricchirebbe?) 🙂
    Un film così, come puoi immaginare, non segue i circuiti commerciali, l’ho visto tempo fa al cinema Odissea, ma ormai si potrà recuperare solo su internet o in DVD …
    In merito a quale dovrebbe essere la finalità di un’opera artistica la risposta che mi viene di getto è portare bellezza, edificare, aiutare gli uomini ad elevarsi al di sopra degli istinti naturali primitivi, altrimenti potremmo semplicemente filmare e proiettare delle sedute psichiatriche o psicoanalitiche senza scomodare il regno dell’arte …. ma ovviamente ci vorrebbe una riflessione più attenta e profonda” 😉
    Grazie per essere tra noi, a presto Monica! 🙂

    Rispondi
  3. Ivan

    Ciao sono tornato (come forse avevo avuto modo di dirti ho aperto/trasferito un nuovo blog che ora risponde all’indirizzo di http://www.thecinemacompany.it). Se te lo avevo già detto ti chiedo perdono per la pubblicità! In quanto a The Lobster sono rimasto davvero deluso dal film, non tanto per il nucleo tematico (che era ed è innegabilmente interessante) quanto per:
    1. la lentezza del film
    2. l’apatia dei personaggi (voluta indubbiamente)
    3. ma soprattutto la irrazionalità dietro le loro azioni e soprattutto le loro reazioni (la Weisz perché non è disperato dopo essere diventata cieca?).
    Si tratta naturalmente, come nel finale hai provvidenzialmente sottolineato, di un prodotto esigente per gente esigente,anche se, a mio parere, risulta essere piuttosto arrogante e provocatorio come proposta cinematografica! In due parole, sono d’accordo con il tuo voto!

    Rispondi
    1. admin1962 Autore articolo

      Ciao Ivan, è sempre un piacere averti a bordo, corro a cliccare sul tuo nuovo sito! 😉
      Il film era proprio terribile, anche se devo rivederlo alla luce di una chiave di lettura che mi ha fornito un’amica psicologa …. ti farò sapere 🙂
      A presto

      Rispondi
  4. admin1962 Autore articolo

    Il mio amico di cinema Ivan! 🙂
    Ciao caro, come dicevo al nostro grande Lapinsù il periodo non è propizio, la mia vita è stata stravolta da altre priorità tipo vecchiaia e malattia di mia madre, così ho dovuto mettere la penna nel cassetto per ora.
    Ma ti seguo sempre con affetto, continua così Ivan, a presto! 😉

    Rispondi

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