ZERO DARK THIRTY

zero_dark_thirtyTITOLO: ZERO DARK THIRTY

GENERE: THRILLER, STORICO

RATING:  * * + +

TRAMA:

11 Settembre 2001: il terribile attentato alle torri gemelle, un attacco militare in territorio americano che non ha precedenti nella storia degli Stati Uniti d’America, darà inizio ad una caccia all’uomo su scala planetaria mai vista prima. Invasioni militari, torture, miliardi di dollari in uomini ed attrezzature, migliaia di morti, condotte discutibili sia dal punto di vista morale che del diritto internazionale, culmineranno nell’uccisione di Osama Bin Laden soltanto il 2 maggio 2011, quando le forze speciali USA dei Navy SEAL, nel corso dell’operazione cosiddetta Neptune Spear, fecero irruzione nel rifugio segreto dello sceicco in Pakistan.

(Regia: Kathryn  Bigelow – anno 2012)

COMMENTO:

Stiano in campana i patiti degli action film, Zero Dark Thirty, a dispetto del titolo aggressivo, è un film lento ed estenuante, che tuttavia ha il suo valore e personalmente ho apprezzato.

A metà strada tra il thriller ed il documentario, lo spettatore dovrà aspettare gli ultimi dieci minuti del film per trovare un po’ d’azione, con il rischio di rimanere ulteriormente deluso; le scene infatti sono estremamente realistiche, e la realtà è molto meno spettacolare delle scene cinematografiche cui siamo assuefatti, con sparatorie al cardiopalma, litri di adrenalina e soldati di corpi militari speciali che un ipotetico addestramento fantascientifico avrebbe trasformato in macchine da guerra efficienti e perfette.

Tuttavia, per quanto il rigore storico-documentaristico del film abbia finito per spuntare le ali alla fantasia ed alle emozioni del thriller, la pellicola ha il pregio di colmare molte lacune su alcuni episodi di cronaca di cui la mia generazione è stata testimone.

Rimarrà a bocca asciutta anche chi sperava di trovare in questo film agenti della CIA stile Jason Bourne, il superagente segreto dell’omonima trilogia. Lo stile realistico scelto da Kathryn  Bigelow e Mark  Boal mostra infatti quanto sia poco accattivante (se non addirittura estremamente noioso) il duro lavoro di investigazione e analisi condotto dall’Intelligence. Una ricerca lunga, certosina, snervante, cinematograficamente ben riprodotta grazie ad un ritmo narrativo volutamente lento, per rappresentare correttamente quello che è stato il lavoro storicamente condotto dai servizi segreti delle più grandi potenze mondiali impegnate nella cattura del ricercato n. 1 al mondo: Osama Bin Laden. Dall’11 Settembre 2001 dovranno infatti passare ben 10 anni ed essere spesi miliardi di dollari prima di arrivare alla sua uccisione avvenuta nel maggio 2011.

Forse per questo motivo, al termine del film, con sorpresa mi sono ritrovato a concedere almeno l’onore delle armi allo sceicco del terrore, un uomo che ha sacrificato la sua vita per un ideale, per quanto sbagliato fosse, conducendo una esistenza misera (certamente senza voluttuose olgettine che animavano “cene eleganti”), una guerra planetaria senza esclusione di colpi, tenendo testa alle più grandi potenze economico-militari del mondo. Una guerra sporca, fatta di torture, diritti umani calpestati, stragi di innocenti, che comunque sia andata lascia l’amaro in bocca ed interrogativi inquietanti.

E’ giusto imporre la propria cultura ad altri popoli? E’ possibile esportare la democrazia con la forza? Di quale democrazia si parla? Quella che permette alle multinazionali di compiere veri e propri genocidi nel nome del profitto? Terrorista o combattente arabo musulmano? Il termine “terrorista” definito da quale cultura e da quale sistema di valori? Gli americani non sono stati forse i primi ad usare le armi batteriologiche quando, durante il genocidio dei pellerossa, gli regalavano coperte infettate dal vaiolo? Non sono stati i primi e unici al mondo ad usare la bomba atomica? Non sono stati i primi ad usare le armi chimiche rovesciando in Vietnam milioni di litri di defoliante che a distanza di trent’anni sta ancora producendo bambini deformi in Indocina? Non è forse l’occidente (Stati Uniti in testa) ad aver creato il “fondamentalismo islamico”? Durante gli anni ’80 Osama Bin Laden non fu armato, formato della CIA e finanziato dai sauditi per contrastare i russi in Afghanistan? Saddam Hussein non fu forse scelto ed appoggiato dall’occidente per formare un blocco ostile all’Iran dell’l’ayatollah Khomeyni ? L’alibi dell’arsenale di armi chimiche dell’IRAQ per poterlo invadere non fu riconosciuto falso?

In un mondo dove l’informazione è manipolata ad arte dal potere siamo sicuri di sapere veramente chi siano i “buoni” e chi i “cattivi”? In questo pianeta martoriato da una umanità inconsapevole ed ancora primitiva, affacciata sull’abisso dell’estinzione, non è semplice dare risposte a simili interrogativi …

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9 pensieri su “ZERO DARK THIRTY

  1. admin1962 Autore articolo

    Ha ha ha, grazie Gian per i tuoi preziosi feedback! 🙂
    In quanto all’indegno mio affiancamento al mitico Luther direi solo che l’amicizia è un po’ come la maternità, deforma ed esagera le qualità personali secondo il famoso ma sempre autentico detto “Ogni scarrafone è bello a mamma soja!” 😉
    Un caro abbraccio

    Rispondi
  2. Ivan

    La tua analisi parla del film in maniera tiepida…sei stato tra i pochi a non aprezzarlo molto. Da parte mia mi fa piacere che tu non ti sia lasciato influenzare (come sempre, ovviamente) dai giudizi della critica. Io Zero Dark Thirty lo ho guardato per 30 minuti ma non sono riuscito a finirlo per mancanza di tempo! Questa recensione non me lo farà ricominciare molto volentieri!

    Rispondi
    1. admin1962 Autore articolo

      mmm … diciamo che non mi ha emozionato molto, ma penso che sia assolutamente un film da vedere che ho apprezzato sotto altri punti di vista meno cinematografici …

      Rispondi
  3. lupokatttivo

    Ho preferito il primo hurtlocker della bigelow a questo… Lho visto a suo tempo e a suo tempo ho pensato le stesse cose che scrivi… Lentino e un po fiacco, ma alla fine qualcosa rimane… 😉 ciao aleeeeee

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  4. Andrea Evangelisti

    Film sufficiente, mi prese poco quando lo guardai la prima volta e ancor meno la seconda… Ben girato, ma siamo lontani, a mio parere, anche dalla definizione di “buon film”… (anche io ho preferito The Hurt Locker a questo)

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