ROBOCOP

ROBOCOP_2014TITOLO: ROBOCOP

GENERE: FANTASCIENZA, AZIONE

RATING:  * * + +

TRAMA:

Una Detroit corrotta e devastata dal crimine si interroga sull’uso dei robots per garantire ai suoi cittadini la sicurezza. Il loro uso è ormai approvato dalla politica estera americana in tutto il pianeta, ma il senatore Dreyfuss ne vieta l’impiego sul territorio americano. La potentissima multinazionale OmniCorp, ingaggia una lotta senza esclusione di colpi con il senatore anti-robot, e per aggirare il divieto normativo sfrutta l’attentato che ha ridotto in fin di vita il detective Alex Murphy per proporre un prodotto innovativo e rivoluzionario: RoboCop, un potente cyborg al cui interno batte il cuore di un uomo.

(Regia: José  Padilha – anno 2014)

COMMENTO:

Il vecchio caro RoboCop che tanto ci fece sognare nel 1987, 1990 e 1993, torna alla grande nelle sale cinematografiche! Ma non fatevi illusioni, speravo tanto in un restyling artistico invece si tratta esclusivamente di un restyling tecnologico.

Il soggetto è traboccante di temi e riflessioni da capogiro: l’imperialismo americano (agghiacciante Tehran dominata dai droni), il potere finanziario che domina sulla politica, il marketing aggressivo delle grandi multinazionali (“E’ incredibile come le persone non si rendano conto di ciò di cui hanno bisogno finché non glielo mostri! ”, esclama il presidente della OmniCorp), la paura come arma per tenere sotto scacco i popoli ed usata come grimaldello per far passare ben altri interess, ecc.

Bioetica, filosofia, politica, economia, e chi più ne ha più ne metta, ma alla fine tutte queste riflessioni spariscono e si dissolvono nella mera azione ed effetti speciali.

Gli interrogativi rimangono soltanto sullo sfondo, elencati chiaramente ma mai approfonditi. Assenti anche le analisi psicologiche dei personaggi che dovrebbero muovere emozioni devastanti, mentre invece si riducono a qualche lacrimuccia, resa ancora meno toccante da una recitazione mediocre.

Ma vi rendete conto di quale tempesta di emozioni dovrebbe scatenarsi dentro un uomo ridotto ad un grumo di carne macinata riassemblata dentro un robot? E cosa potrebbe passare dentro la mente di sua moglie o suo figlio? Cosa è la vita e che relazione ha con il corpo? Quando una vita è degna di essere chiamata con quel nome?

Pensate soltanto ad alcuni dei casi che le cronache degli ultimi anni hanno portato alla pubblica attenzione (il caso Welby o Eluana Englaro), fatti tristi ma molto più lineari degli scenari futuristici proposti dal film, ed allora potrete capire cosa intendo per “approfondimento psicologico”. Ma torniamo alla leggerezza di RoboCop e rilassiamoci.

Immancabili i valori cardine della cultura americana come la famiglia e la fede nella giustizia (forse perché da loro la legge è veramente uguale per tutti). Consolatorio il messaggio finale, quando José  Padilha mostra allo spettatore che l’umanità, la forza d’animo e lo spirito possono prevalere sull’apparente onnipotenza della tecnologia. Tuttavia devo confessare che, malgrado il focus dell’intero racconto fosse il detective Alex Murphy alias RoboCop, l’unica vera emozione che ha percorso la mia schiena durante il film è stata quella di vedere in azione il “quarto potere”, quello dell’informazione, vera “arma di massa finale”! Raccapriccianti i servizi di Pat Novak che sempre più palesemente forgiavano il consenso popolare con la stessa facilità con cui si plasma una forma di DAS o plastilina. Il meccanismo dei nostri italici talk-show stile Porta  a porta di Vespa, Ballarò di Floris, Le invasioni Barbariche della Bignardi, ecc., è solo più strisciante o subliminale, ma dal punto di vista del condizionamento delle menti è lo stesso. Osservare la capacità del potere economico di influenzare le opinioni e le scelte dell’elettorato attraverso i mass media, violando i diritti di libertà di pensiero e di stampa, mi fa sempre accapponare la pelle!

In merito ad alcune scene d’azione non perdonerò mai quegli sceneggiatori da quattro soldi che fanno riparare gli eroi di turno dietro un divanetto trapuntato in gommapiuma o un cassonetto dell’immondezza  per proteggersi da micidiali raffiche di armi da guerra che dividerebbero in due una palazzina in cemento armato! Ma quando perderanno il vizio?!?

Tuttavia non preoccupatevi fratelli, se non ci si fa troppe domande e ci si vuol rilassare di fronte ad un popcorn movie hollywoodiano, in perfetto stile videogame sparatutto, il film è fruibile! 😉

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13 pensieri su “ROBOCOP

  1. lupokatttivo

    e allora fruiro’…appena arriva il dvd… anche se sta storia dei continui remake di vecchie glorie, se da una parte mi incuriosisce, dall’altra denota la fine delle idee….ed è un peccato per noi cinemaniaci. ciao ad! 😉

    Rispondi
  2. Gian Carlo

    Condivido il tuo giudizio e aggiungerei che la bandiera americana che sventola alla fine della pellicola rende perfettamente l’idea di che genere di film si tratta e a chi è rivolto. Noi abbiamo solo perso 7€ ma ci abbiamo guadagnato un po’ di libertà dalla routine quotidiana.

    Rispondi
    1. admin1962 Autore articolo

      Concordo pienamente! 🙂
      Ultimamente facevo le stesse considerazioni … bisogna comunque riconoscere che creare è difficile, soprattutto per chi come me ha già visto tanto!
      Forse i remake valgono per le nuove generazioni, che dici?
      A presto Lupo, e grazie, è sempre un piacere leggerti! 😉

      Rispondi
    1. viviana

      Non sono una grande amante di questo genere di pellicole, figuriamoci se ri-mixate a intervalli regolari di tempo… un pò prevenuta forse, ma ritengo che questi generi di films, a mio avviso superficiali e sempliciotti, si avvicinano di più ai gusti dei giovani amanti della play station (con tutto rispetto per le loro immense capacità nel raggiungere “livelli” infiniti), per me sono solo “americanate” troppo distanti dalla realtà in cui vivo. Scusate ma mi è troppo difficile immedesimarmi in uno di questi personaggi. Sorry!!

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      1. sabato83

        Ma infatti questi sono film non fatti per immedesimarsi, ma per passare un po’ di tempo con tanta adrenalina. Se poi di base c’è una bella storia, ben venga. Il primo Robocop aveva un bel po’ da dire, superata la faccia dell’uomo robot. In questo remake, mi sa che hanno perso anche quello. Ma potrò dirlo quando l’avrò visto.

      2. admin1962 Autore articolo

        Grazie per i vostri interessanti interventi ragazzi! 🙂
        Sono d’accordo con tutt’e due. Capisco Vivi che da buona rappresentante delle ragazze esprime i gusti femminili (si sono americanate leggerine).
        E capisco anche Sabato e noi maschietti che ogni tanto abbiamo bisogno di solleticare i nostri arcaici ricordi da guerrieri con un po’ di semplice adrenalina.
        Del resto dopo 5 stupendi filmoni drammatici del calibro di Still Life, Blue Jasmine, Philomena, Il capitale umano e Nebraska (che ho amato ma mi hanno anche impegnato la mente per giorni e giorni),
        un popcorn movie hollywoodiano per evadere ci stava bene! 😉
        A presto miei Pubblicisti! 🙂

  3. lapinsu

    Mi spiace ma questo non riesco a vederlo…
    Ne ho già visti troppi di remake sui film cult degli anni 80 e hanno fatto tutti sistematicamente CAGARE. Basta.
    PS: complimenti comunque per la rece e per gli spunti che hai saputo trarre da questa ennesima paccottiglia hollywoodiana!!!!

    Rispondi
    1. admin1962 Autore articolo

      Grazie a te Lap!
      Si in effetti i remake generalmente sono dei flop che sanno di pura operazione commerciale e scarsità di idee …. 😦
      Mah?! Aspettiamo le nuove produzioni (c’è un film che sto aspettando e mi incuriosisce molto, LONE SURVIVOR, è un film per noi maschietti ed è tratto da una storia vera).
      Speriamo bene! 🙂
      CIao Lap, E’ sempre un piacere avere i tuoi commenti! 😉

      Rispondi

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