BLUE JASMINE

BLUE_JASMINETITOLO: BLUE JASMINE

GENERE: DRAMMATICO

RATING:  * * *

TRAMA:

Dopo una vita trascorsa tra ricevimenti, viaggi e salotti mondani affianco a suo marito Hal, ricchissimo uomo d’affari della borghesia newyorkese, Jasmine si trova a dover ricominciare da zero. Malgrado il suo carattere aristocratico ed il portamento raffinato, non ha più un soldo, ha perso ogni cosa, prima di tutto se stessa, così, dopo un brutto esaurimento nervoso, è costretta a cercare rifugio a casa della sua sorellastra Ginger. Ma San Francisco non è New York, la casa di Ginger non è uno dei suntuosi palazzi nei quali era solita vivere quando viaggiava sulla cresta dell’onda e Chili, il fidanzato di Ginger, non ha il bon ton delle persone che lei era abituata a frequentare. In preda a cocktail, psicofarmaci e soprattutto prigioniera del suo passato, Jasmine dovrà reinventarsi.

(Regia: Woody Allen – anno 2013)

COMMENTO:

“Ansia, incubi, un esaurimento nervoso … c’è un limite ai traumi che una persona può sopportare prima di mettersi ad urlare in mezzo alla strada!”. Un Woody Allen maturo ed esistenziale quello di Blue Jiasmine

Gli spunti di riflessione sono tanti: nulla è permanente nella vita, tutto cambia ed è transitorio, un attimo prima sei alle stelle, un attimo dopo ti ritrovi all’inferno … e più in alto si sale, più ci si fa male quando si cade; questo è il tema centrale del film. I geni sono più importanti dell’educazione, e la storia personale delle due sorellastre, entrambe adottate dalla stessa famiglia ma figlie di genitori biologici diversi, ne è la prova lampante. Niente è più letale di una donna ferita, e se n’è accorto a sue spese il ricco faccendiere Hal.

Si potrebbe continuare … quello che è certo e che non si tratta di un film leggero o ammorbidito dalla sottile ed intelligente ironia di Woody Allen. Diciamo che la storia è un “garbato pugno nello stomaco”, per usare un ossimoro.

Interessante lo scontro di valori e di punti di vista delle due sorellastre. Eleganza, raffinatezza, sofisticatezza contro semplicità, ingenuità ed autenticità. “Tu scegli degli sfigati perché credi di non meritare altro, ecco perché non avrai mai una vita migliore!”, non è cattiveria quella di Jasmine che realmente pensava di fare il bene della fragile sorella spronando la sua ambizione sopita o inesistente. Lo stesso dicasi per la sua incapacità di comprendere perché il figlio di Hal si fosse ritirato dalla prestigiosa università di Harvard per vendere strumenti musicali usati, ma il fatto è che siamo tutti diversi ed è sempre meglio compiere errori da soli anziché dietro consiglio altrui.

Perfetta la scelta della protagoniste da parte del vecchio maestro e non poteva essere altrimenti vista la sua esperienza:  Cate  Blanchett per incarnare la sofisticazione e l’ambizione di Jasmine, Sally  Hawkins per incarnare quello della semplicità di Ginger. Ottima la recitazione.

Insomma, non lasciatevi ingannare dalle rassicuranti note jazz che tradizionalmente aprono le opere di Woody Allen, dietro l’angolo di quella musica paciosa si cela il racconto amaro di un personaggio femminile tragico, e le immagini finali del film, con una Jasmine che parla da sola, non lasciano spazio alla consolazione.

Annunci

2 pensieri su “BLUE JASMINE

Dai commenta! Non fare il timido

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...