IN SOLITARIO

IN_SOLITARIOTITOLO: IN SOLITARIO

GENERE: AVVENTURA

RATING:  * * –

TRAMA:

A Yann Kermadec si presenta una opportunità più unica che rara: partecipare come skipper alla prestigiosa gara velica Vendée Globe, una difficilissima regata che consiste nella circumnavigazione del globo terrestre in solitaria. Ma l’imprevedibile è dietro l’angolo e durante una sosta forzata a Capo Verde per effettuare delle riparazioni, ad insaputa di Yann salirà a bordo della barca un clandestino. Si tratta di Ixa un giovane adolescente della Mauritania.

A causa di questa presenza Yann rischia di essere squalificato e perdere tutto ciò per cui ha sempre lottato, ma il viaggio in mezzo al mare si trasformerà per i due in una esperienza straordinaria che cambierà per sempre la loro vita.

(Regia: Christophe  Offenstein – anno 2013)

COMMENTO:

Classica operazione commerciale che punta tutto sul grande successo del film Quasi amici cui è indelebilmente legato il volto del bravo François  Cluzet. L’operazione di bassa lega è riuscita dal momento che in tanti (me compreso) sono andati al cinema sperando di vivere una grande avventura umana come quella di Quasi amici, ma le bugie hanno le gambe corte e la voce si sparge velocemente: non lasciatevi ingannare dalla scelta di François  Cluzet come protagonista, è soltanto un richiamo per allodole e rimarrete profondamente delusi!

Il regista Christophe  Offenstein da il peggio di se; meglio farebbe se continuasse ad occuparsi di fotografia od in alternativa di agricoltura. Non basta frequentare i set cinematografici per trasformarsi in registi!

Dell’approfondimento psicologico sul cambio di atteggiamento di Yann riguardo il povero ragazzo clandestino non c’è traccia; tutta la presunta trasformazione interiore del velista è affidata unicamente a qualche sguardo distratto e fugace.

(Attenzione: spoiler) Unico merito del film è il messaggio finale, quando all’arrivo Yann Kermadec rinuncia alla vittoria ufficiale accontentandosi di quella morale, testimoniando che l’umanità viene assai prima del successo e che nella vita ci deve essere una gerarchia di valori che distingue le cose che contano davvero dalle altre. Un messaggio che si contrappone all’ambiente miliardario delle regate (Fine spoiler).

Finale a parte, assisterete ad una piatta regata senza pathos ne scene emozionanti, nonostante una simile avventura avrebbe potuto esserne piena. Anzi, per certi versi, soprattutto all’inizio del film, ci si chiede se non si riesca più facilmente a provare il piacere della solitudine rimanendo rinchiusi nel proprio bagno di casa piuttosto che in una simile regata, visto il numero esagerato e stressante di telefonate, contatti radio e videochiamate cui era sottoposto lo skipper “solitario”!

In altre parole un film che dimenticherete non appena uscirete dalla sala.

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3 pensieri su “IN SOLITARIO

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