VENERE IN PELLICCIA

VENERE_IN_PELLICCIATITOLO: VENERE IN PELLICCIA

GENERE: COMMEDIA

RATING:  * * + +

TRAMA:

Thomas è un regista teatrale impegnato nella ricerca dell’attrice giusta cui affidare il ruolo di Vanda, la protagonista del romanzo “Venere in pelliccia” di Leopold Von Sacher-Masoch. Dopo un’intera giornata di provini infruttuosi, deluso e stanco Thomas si appresta a lasciare il teatro, quando inaspettatamente sopraggiunge trafelata una nuova candidata.

L’aspirante attrice ha le tipiche caratteristiche che manderebbero su tutte le furie un qualsiasi regista: è volgare, parla masticando vistosamente la gomma americana e sembra una sciacquetta senza cervello. Thomas tenta in tutti i modi di liquidarla ma la tenacia della ragazza è tale che il regista si vede costretto suo malgrado a farle l’audizione.

E’ l’inizio della magia, appena Vanda inizia a recitare si trasforma radicalmente, rivelandosi l’interprete ideale dell’opera teatrale. Sarà l’inizio di un raffinato ed ambiguo duello tra i due!

(Regia: Roman Polanski – anno 2013)

COMMENTO:

Un film dallo stile inconfondibile, a conferma della grandezza artistica di Roman Polanski. Dopo il suo ultimo e splendido film Carnage, con Venere in Pelliccia Polanski ripropone il gioco della commistione tra cinema e teatro. Ma mentre in Carnage ad essere teatrale era solo lo stile, in Venere in Pelliccia il teatro è il soggetto stesso del film. Possiamo dire che mentre nella precedente opera la citazione teatrale era implicita, con Venere in Pelliccia diventa palese e centrale. Questa scelta però finisce per appesantire il film e portare sul grande schermo alcuni fardelli e difetti propri del teatro, specialmente quello fatto di elucubrazioni e masturbazioni mentali, portando all’interno della pellicola momenti di noia.

Come su di un  filo da funambolo, Polanski conduce lo spettatore lungo quella sottile striscia di confine dove teatro e cinema si confondono, passando senza soluzione di continuità dallo stile recitativo cinematografico a quello teatrale, e viceversa.

Bellissimi i capovolgimenti di fronte durante la schermaglia dialettica tra regista e attore! Un duello di intelligenze che porta ad un continuo ribaltamento, sia all’interno dei ruoli (con il regista che diventa attore, diretto dall’attore che diventa regista), che all’interno della trama del romanzo di Sacher-Masoch (con il padrone che diventa schiavo e la schiava che diventa padrona). In questa continuo rovesciamento anche la sessualità dei protagonisti diventa incerta passando dal maschile al femminile e dal femminile al maschile sino all’apoteosi finale:”Il Signore onnipotente lo colpì e lo mise nelle mani di una donna!”.

Il tono emotivo del film è un continuo crescendo, sino ad esplodere nella follia cui solo l’amore ed il piacere possono condurre. Quello di Thomas è il destino dell’artista dannato che in preda alle sue passioni finisce per frequentare ed esplorare le periferie dell’anima rischiando di perdersi per sempre.

Un film originale, difficile ed ambizioso dunque, retto unicamente dai dialoghi affidati alla recitazione di due soli attori; e l’affascinante Emmanuelle  Seigner (nei panni di Vanda) con  Mathieu  Amalric (nei panni di Thomas) non deludono affatto, bravi!

Uno dei lati interessanti di quest’opera è la divulgazione degli aspetti più sottili del sadomasochismo, una perversione spesso distorta o poco conosciuta. Non conoscevo l’opera di Leopold von Sacher-Masoch, ed il film mi ha fatto capire meglio i dettagli del sottile piacere, descritto nel romanzo, del dominare e dell’essere dominati, del desiderio che diventa ossessione.

Un avviso ai signori uomini: il film è bello, ma per apprezzarlo ho dovuto far ricorso a tutte le mie risorse intellettuali femminili; il lato maschile del cervello non è particolarmente adatto a questo film.

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2 pensieri su “VENERE IN PELLICCIA

  1. Gian Carlo

    Bravo Ale che nelle tue profonde introspezioni trovi sempre del buono nelle pellicole che vedi. Io voglio essere meno sensibile e definisco il film, per i miei gusti e nonostante a mia apertura mentale, una palla! Se voglio vedere un’opera teatrale vado teatro, non al cinema. Comunque gli attori sono bravi ad interpretare le loro parti, peccato siano quelle le parti!

    Rispondi
    1. admin1962 Autore articolo

      Grazie Gian, sei sempre gentile! 🙂
      Ma permettimi di dirti che è inutile che fai il duro, sotto quella scorza lo so che c’è il cuore di un tenerone! 😉

      Rispondi

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