PRISONERS

PRISONERSTITOLO: PRISONERS

GENERE: THRILLER, DRAMMATICO

RATING:  * * *

TRAMA:

Una tranquilla cittadina di provincia della Pennsylvania, Giorno del Ringraziamento. I coniugi Keller, genitori della piccola Anna, festeggiano a casa dei genitori di Eliza, la sua amichetta del cuore. L’aria è quella gioiosa e serena delle feste familiari. Le due bambine escono fuori a giocare ma da quel momento spariranno nel nulla: è l’inizio del peggior incubo di ogni genitore … !

(Regia: Denis  Villeneuve – anno 2013)

COMMENTO:

Un ottimo giallo nella tradizione di grandi classici come Zodiac o Mystic River.

Una narrazione che incomincia in sordina, nell’atmosfera calda e rassicurante della festa americana del Ringraziamento trascorsa tra le mura domestiche in una piccola cittadina della Pennsylvania, ma che improvvisamente s’impenna tenendo alta la tensione sino all’ultimo fotogramma.

Una storia dotata di buon ritmo e ricca di colpi di scena emozionanti che, allontanando ogni volta il disvelamento del mistero (incomprensibile sino alla fine del film), rilancia le indagini del detective Loki e alimenta la curiosità del pubblico.

Una menzione speciale per la bravura di Denis  Villeneuve nel casting: i volti dei sospetti sono perfetti!

Unica ombra l’eccessiva concentrazione di follia in una cittadina così piccola, stratagemma utilizzato dal regista per tenere alta la tensione durante tutti i 153 minuti del film ma che toglie verosimiglianza al racconto.

Una trama ben orchestrata che miscela sapientemente le esigenze del thriller con il dramma umano. Una occasione per riflettere sulle origini del “male”. Quando interrogai un amico che si occupa di malattia mentale su cosa si celasse dietro questi drammi, la sua risposta fu: ”Una montagna di dolore!”. Spesso dietro la follia di chi commette crimini crudeli, come rapire ed uccidere bambini, vi è proprio una esperienza così dolorosa da non poter essere sopportata senza uscire fuori di testa …

Come evidenziato dalla psicologia sperimentale, ognuno di noi, messo sotto pressione in un determinato contesto, ha un punto di rottura oltre il quale è potenzialmente capace di gesti efferati  inimmaginabili.

Quando Keller Dover, il padre della piccola Anna, intravede nelle parole farneticanti di Alex l’unico barlume di speranza che separa lui e la moglie dalla follia e dalla disperazione, vi si aggrappa con tutte le forze come un leone e non mollerà più la presa a costo di perdersi nella dannazione eterna!

Bellissima e toccante la recitazione di Hugh  Jackman (conosciuto ai più per l’interpretazione del supereroe ‘Wolverine’) quando, nei panni del padre straziato dal dolore, grida al detective: ”Ogni giorno si chiederà perché io non sono con lei. Io! Non lei detective, non lei!”. Come non entrare in empatia con la devastante forza di disperazione di un padre?

E voi, se vostra/o figlia/o, fosse in pericolo di vita, siete così sicuri di essere immuni da pulsioni oscure, siete così sicuri di non essere pronti a fare lo stesso? Io no!

E cosa dire sulla questione morale ancora aperta sulla tortura (vedi le tristi vicende del campo di prigionia di Guantanamo) come mezzo accettabile per estorcere informazioni necessarie alla sicurezza nazionale?

Cosa potrebbe far scatenare il giustiziere che si nasconde dentro ognuno di noi? Pensateci…

Buona riflessione.

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3 pensieri su “PRISONERS

  1. lapinsu

    E’ un film che mi intriga molto: per tematiche, ambientazione, cast.
    Ne ho letto solo bene in giro, anche troppo: in questi casi poi si corre il rischio di restare delusi perchè le aspettative sono state esageratamente alimentate.
    Comunque lo vedrò. Spero di riuscire a beccarlo al cinema i prossimi giorni, altrimenti mi toccherebbe aspettare il DVD e mi spiacere proprio 🙂

    Rispondi
    1. admin1962 Autore articolo

      Ciao,
      innanzitutto grazie per il tuo prezioso commento! 🙂
      In secondo luogo spero di averti dato, con la mia recensione, degli indizi utili per valutare obiettivamente quanto il film possa piacerti.
      Al commento ho aggiunto le riflessioni che una simile storia ha fatto nascere in me, ma a prescindere dalle mie elucubrazioni personali posso dirti che è un bel giallo a livello di Mystic River, quindi se ti piace il genere non ti deluderà. 😉
      Fammi sapere quando lo vedrai ….
      Su cosa pensi dei film visti in TV e sul significato del rating da me utilizzato ti consiglio di dare un’occhiata alla pagina “Guida alla consultazione”
      Ciaooo 🙂

      Rispondi
      1. lapinsu

        Caspita!!! Paragone importante!!!! Tieni conto che Eastwood è il mio regista preferita e considero Mystic River il suo film più bello dopo Gran Torino. Mi hai intrigato ancora di più!!!!!

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