SOLO DIO PERDONA

Solo Dio perdonaTITOLO: SOLO DIO PERDONA

GENERE: SPERIMENTALE

TRAMA:

Julian è scappato dall’America ed ha aperto una palestra di Thai box a Bangkok. Il fratello maggiore Billy è con lui, ma una notte brava viene ucciso da un enigmatico poliziotto. La madre, arrivata a riprendersi la salma del suo primogenito, grida vendetta. Sarà l’inizio di una sanguinaria catena di morti.

(Regia: Nicolas  Winding Refn – anno 2013)

RATING:  0 – –

COMMENTO:

Avete presente quando le autorità di un paese girano per le strade con gli altoparlanti invitando la popolazione a non uscire di casa per evitare un gravissimo pericolo?

Ecco, prendete queste parole esattamente come un avviso volto a evitarvi un grave nocumento: NON ANDATE A VEDERE QUESTO FILM!!!

Siete avvisati.

Citando la celeberrima frase che Paolo Villaggio fa pronunciare al suo personaggio Fantozzi dopo essere stato costretto dal suo capoufficio a vedere un film d’essai, potrei tranquillamente dire “Per me, Solo Dio perdona, è una cagata pazzesca” ed avere lo stesso applauso scrosciante da parte del pubblico che ha subito la stessa triste sorte: una schifezza apocalittica, i-n-g-u-a-r-d-a-b-i-l-e!

Usare i genitali come puntaspilli sarebbe stato meno sgradevole come testimoniano gli schiamazzi e le risatine di scherno del pubblico.

Le uniche tre frasi compiute dell’intero film sono state truffaldinamente estrapolate nel trailer per trarre in inganno l’incauto cinefilo.

Immaginate un film intimista francese realizzato da un regista danese depresso i cui protagonisti sono degli psicopatici e avrete inquadrato questo film!

Sto esagerando? Allora come definireste un poliziotto che inchioda braccia e gambe di un malcapitato, squarta gli occhi con un coltello, gli penetra il cervello con un perno passando dall’orecchio e poi va a farsi una cantatina al Karaoke tra due piante addobbate come alberi di Natale?

Per non parlare delle riprese lunghe ed estenuanti, la fissità delle inquadrature, la quasi totale assenza di dialoghi sostituiti da sguardi di pietra, i salti surreali della trama.

L’unica cosa che non capisco è il motivo di tanta raffinatezza estetica, tanta ricercatezza nelle luci e nella fotografia dominata ossessivamente dal colore rosso, unica nota apprezzabile del film.

Per il resto sin dai primi minuti di proiezione è stata una lotta senza quartiere tra l’istinto di sopravvivenza che urlava di abbandonare la sala e l’orgoglio di chi non vuole arrendersi.

Era dai tempi di Strade Perdute del 1997 che non vedevo un film così brutto!

Alla fine una sola amara considerazione: se avessi dato fuoco ai quattordici euro, costo dei biglietti, mi sarei divertito di più!

 

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5 pensieri su “SOLO DIO PERDONA

  1. Gian Carlo

    Condivido in pieno il tuo giudizio. Per farti rimanere inchiodato alla poltrona del cinema ho dovuto usare due spilloni infilzati sulle tue mani nei braccioli della poltrona del cinema! :)))

    Rispondi

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