G.I. JOE – LA VENDETTA

G_I_JOE_LA_VENDETTA_NEWTITOLO: G.I. JOE – LA VENDETTA

GENERE: AZIONE

TRAMA:

Il leggendario ed altamente specializzato corpo dei G.I. Joe è mandato in Pakistan per una delicatissima missione, ma l’operazione si rivela una trappola mortale. Solo in tre sopravviveranno.

Lo stesso governo degli Stati Uniti d’America cadrà nelle mani dell’apocalittica organizzazione Cobra guidata dallo spietato Zandar

Ma la vendetta dei G.I. Joe superstiti non si farà attendere …

(Regia: Jon Chu – anno 2013)

 RATING:  0 +

 COMMENTO:

Non avendo parole per descrivere questo film ricorrerò ad una immagine: immaginate un barman ed il suo mixer; il barman è Jon Chu e nel suo mixer ha messo i seguenti ingredienti: marines, ninja, transformers e Casco Nero di Guerre Stellari;  shakerate bene ed otterrete questa cagata mega-ciclopica!

La tesi alla base di questa ricetta dovrebbe essere che se si frullano insieme tutti i sapori che più ci piacciono, dovremmo ottenere una pietanza o bevanda che sommi tutti i piaceri dei nostri gusti preferiti, ma il risultato smentisce questa ipotesi.

Immaginate di mischiare pasta ai ricci, nutella, torta di mele, agnello con le patate e gelato alla cannella: vi assicuro che non otterrete un beverone accattivante!

Sinceramente pensavo di sapere cosa stessi andando a vedere: un action movie di quelli che ogni tanto ti permettono di passare due ore di relax staccando la spina al cervello, ma la realtà ha superato di molto la fantasia! Il cervello lo devi staccare per forza, ma all’uscita rimane in bocca l’amaro sospetto di essere stato preso per i fondelli.

Tristissimo il ricorso fuori luogo a tutti gli stereotipi dei migliori film di guerra, come i segnali convenzionali usati dai commandos per comunicare visivamente tra loro senza emettere suoni: che senso ha usarli in mezzo ad un deserto pakistano quando si è solo in tre?

I G.I. Joe (da me ribattezzati i Giggiò) sono uomini che ovviamente non diranno mai si o no, ma affermativo o negativo.

Si sentono fratelli e fra loro spicca il sergente Roadblock, un fisico inutilmente culturizzato stile armadio a 4 ante, che nei corpo a corpo le prende di santa ragione dal cattivone di turno.

La donna è un sofisticatissimo incrocio tra un letale guerriero, miss universo, una esperta di informatica, una spia, una scienziata del comportamento; tutte abilità raggiunte ovviamente a soli 28 anni d’età o giù di lì.

Immaginate poi gli enormi investimenti economici che ci vogliono per una centrale nucleare di ultima generazione tipo Fukushima e moltiplicateli per dieci; avrete così l’idea della sofisticatissima prigione sotterranea messa in piedi per custodire 3 babbei, anche se pericolosi criminali, tenuti in una sorta di sonno vigile e sorvegliati da squadre di medici e militari; la domanda che sorge spontanea mentre osservi tutto quello spiegamento di risorse è: “Ma perché?!”.

Fantastico il mix di ninja tecnologici confezionati dentro scomodissime armature e caschi da motociclista, addestrati a Tokio da una segreta ed antichissima scuola giapponese diretta da un improbabile maestro di colore, che esercita la sua autorità impugnando una canna di bambù palesemente in plastica.  Per non parlare della fusione del Kurijiri, l’antica arte magica ninja, con pomate stile foille e raggi laser per curare la schiena ustionata di un guerriero! Riti magici e tecnologia fantascientifica, katane, shuriken e sofisticatissime mitragliatrici stile uzi; una follia che ha la sua apoteosi in una battaglia aerea stile film “La foresta dei Pugnali Volanti”, in un monastero abbarbicato su altissime montagne!

Pietosa la scena del perfido Firefly che dopo essere stato centrato da un suv lanciato a tutta velocità, si rialza appena zoppicante e si da alla fuga su una moto.

Zandar, il cattivone che trama la distruzione del mondo, è una sorta di Casco Nero della saga Guerre Stellari, anche se la il suo look è molto più brutto.

Nel tentativo di risollevare le sorti del frullatone cinematografico arriva il generale Joe Colton (Bruce Willis) con una spolverata di sano patriottismo americano. Il generale Joe è in pensione, ma dentro, il suo cuore palpita di eroismo come ai vecchi tempi.

Non lasciatevi ingannare dalla sua bella cucina bianca stile country: dietro ogni cassetto, ripiano o pensile decapato si nasconde un arsenale da far invidia ad un regolare deposito di armi. Le telecamere si soffermano sulle pistole, fucili, mitragliatrici e armi da taglio, evidenziando in tutto il suo splendore il feticismo americano per questi gingilli che tanta gioia hanno dato con le stragi nelle scuole degli Stati Uniti.

La storia, come un lauto pasto, non può che concludersi con il dolce: la ciliegina sulla torta è il colpo in aria sparato con la pistola appartenuta al generale Patton!

Insomma, sono uscito dal cinema rasentando guardingo le pareti e con un’unica certezza, quella che l’indomani mi sarei arruolato nei Giggiò!

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2 pensieri su “G.I. JOE – LA VENDETTA

  1. Francesca

    Sei un grande! 🙂 Ho riso dall’inizio alla fine della tua recensione!! I Giggió fanno ufficialmente parte del mio personale immaginario di figure mitiche (insieme a CandyCandy,il pupazzo Uan,Gargamella e Calderoli!) 🙂

    Rispondi

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