ATTACCO AL POTERE – OLYMPUS HAS FALLEN

ATTACCO_AL_POTERE_OLYMPUS_HAS_FALLENTITOLO: ATTACCO AL POTERE – OLYMPUS HAS FALLEN

GENERE: AZIONE

TRAMA:

Washington, Casa Bianca: quello che sembrava essere un ordinario incontro diplomatico con i rappresentanti della Korea del Sud, si trasforma in un durissimo scontro tra la macchina della sicurezza più potente al mondo ed un organizzatissimo gruppo terroristico che la metterà a ferro e fuoco. I suoi pretoriani cadono eroicamente nello strenuo tentativo di proteggere il presidente degli Stati Uniti d’America ed il loro sacrificio sembra vano, ma l’agente Mike Banning deve perdonarsi un errore compiuto tanti anni fa e la sua lotta personale farà la differenza…

(Regia: Antoine  Fuqua – anno 2013)

RATING:  * * * +

COMMENTO:

Avvincente, adrenalinico; tensione altissima che vi terrà incollati alla poltrona per tutta la durata del film.

Un attacco militare alla Casa Bianca, l’edificio simbolo del potere, è di per sé un soggetto intrigante; la realizzazione in grande stile, la disponibilità finanziaria e l’indiscutibile supremazia americana  negli action movies fanno il resto ed il risultato si vede!

Ottima la regia, ottimo il ritmo, buoni gli effetti speciali.

Certo, le inverosimiglianze e le forzature non mancano, basti pensare alla possibilità che un Hercules C-130 da combattimento possa tranquillamente violare lo spazio aereo americano sino a sparacchiare e bombardare Washington e la Casa Bianca, o all’invulnerabilità dell’eroe protagonista capace di precipitare dal tetto, sfondare più piani ed atterrare incolume sul pavimento con le stesse conseguenze di una semplice lombo-sciatalgia, ma il fatto è che gli americani lo sanno fare; te lo sanno vendere così bene che perdoni tutto, compreso un generale con l’acume di una noce di cocco ed il carisma di un batacchio di un portone.

Appena la narrazione svela a cosa serva il terribile codice Cerbero, qualsiasi spettatore medio riesce ad intuire il perverso piano terroristico, ma l’elite al comando degli Stati Uniti d’America (con il mitico generale in testa) realizzerà l’apocalittico scenario finale solo quando la frittata è fatta.

Veramente poco credibile anche la donna a capo dei servizi segreti cui manca l’occhio intelligente ed il nerbo necessario per interpretare quel ruolo; ma a parte qualche sbavatura nel casting, l’abbondante demagogia patriottica, il film funziona, punto.

L’intera potenza offensiva e difensiva dell’America assiste passivamente dagli schermi e dai satelliti ad una sorta di videogioco. Tutta la responsabilità e le speranze del mondo ricadono sull’agente Mike Banning allora ti accorgi che la mediocrità degli altri personaggi della storia serve proprio per mettere in risalto la grandezza dell’eroe protagonista.

Nelle scene finali del film l’inerzia delle forze speciali, servizi segreti, esercito, aereonautica militare, ecc. è tale che a qualcuno in sala verrebbe voglia di gridare “Ma non si alza nessuno neanche per portargli un bicchier d’acqua a quel disgraziato?”.

Se tuttavia ci si sofferma un attimo ad analizzare la scena con più attenzione, si capisce che  quella apparentemente paradossale solitudine dell’agente Banning altro non è che l’abile stratagemma cui è affidato il compimento, intero e perfetto, di un progetto narrativo più ampio ed ambizioso che parla di trionfo del potere della volontà individuale, di riscatto morale, patriottismo e famiglia: gli ingredienti fondanti la società degli Stati Uniti d’America; non mi sembra una sintesi da poco!

Annunci

Dai commenta! Non fare il timido

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...