LOOPER – IN FUGA DAL PASSATO

looperTITOLO: LOOPER – IN FUGA DAL PASSATO

GENERE: FANTASCIENZA

TRAMA:

Nel 2074 verrà inventata la macchina del tempo, una delle invenzioni più ambite ed affascinanti mai realizzate nella storia dell’umanità; ma per le implicazioni ed estrema pericolosità che comporta, il suo uso verrà subito bandito e dichiarato illegale.

In realtà la potentissima invenzione sarà usata clandestinamente dalla criminalità organizzata per eliminare gli uomini scomodi, che saranno proiettati indietro nel tempo di trent’anni. L’agghiacciante organizzazione prevede che nel 2044 ci siano dei killer specializzati, denominati “looper”, che attendono il materializzarsi delle loro vittime per ucciderle e farne sparire il corpo: si tratta dell’omicidio tecnicamente perfetto, in quanto nel futuro quell’uomo semplicemente non esisterà, scomparendo senza lasciare traccia.

Ma quando i criminali del futuro decidono di chiudere il cerchio inviando nel passato gli stessi looper 30 anni più vecchi, perché vengano al loro volta eliminati, iniziano i problemi …

(Regia: Rian  Johnson – anno 2013)

RATING:  *

COMMENTO:

E’ inutile girarci intorno, non trovo nemmeno gli stimoli sufficienti per impegnarmi in una critica: direi … semplicemente brutto!

Film banale, soggetto che ricalca una grossolana distopia, casting da due soldi a parte un ormai anziano Bruce Willis, usato prevalentemente come specchietto per le allodole.

Trita e ritrita, abusata, l’idea di tornare nel passato per modificare il futuro.

Fastidiose le scopiazzature più evidenti come quelle prese da Terminator (il robot che viene dal futuro per sterminare tutte le Sarah Connor d’America onde evitare la nascita dell’uomo che creerà la resistenza contro il dominio delle macchine), o le scene di telecinesi rubate dalla saga degli X-Men.

Unica vera trovata originale, e pertanto capace di sorprendere, quella di aver escogitato un modo di  comunicare che superasse la barriera del tempo: incidere sul corpo dei messaggi in modo che il se tesso proveniente dal futuro se li ritrovasse scritti sulla pelle sotto forma di cicatrici; geniale!

Non ci crederete ma la narrazione, nelle scene finali, ha persino delle velleità psicologiche; tenetevi forte, sono rivelazioni molto profonde che richiedono una confidenza con il mondo interiore e spirituale molto raffinata; indovinate un po’: chi sono gli “uomini cattivi”?

Tic-tac … tic-tac … tic-tac … (suspense): sono solo dei bambini che a loro tempo non hanno ricevuto sufficiente amore!

Capisco, la novità è shockante ma del resto l’autore non stava li a pettinare le bambole! E’ evidente che c’è dietro uno studio interiore che scava nella psicoanalisi d’avanguardia, per cui fatevene una ragione, ci sono cose di cui è meglio avere consapevolezza …(sigh!)

Unico regalo del film per un pubblico più profondo, è l’interrogativo morale che pone: per quelle situazioni paradossali che solo la possibilità di viaggiare nel tempo può creare, voi siete a conoscenza che un certo bambino che vi trovate di fronte, da adulto diverrà la causa di un olocausto per l’umanità; cosa fareste, lo uccidereste? Vi prendereste la responsabilità di modificare la storia?

Tic-tac … tic-tac … tic-tac …

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