SFIDA SENZA REGOLE

sfida_senza_regoleTITOLO: SFIDA SENZA REGOLE

GENERE: POLIZIESCO, DRAMMATICO

TRAMA:

Il detective Turk e Rooster lavorano nel dipartimento di New York da più di trent’anni ed i loro volti ne portano tutti i segni.

Ormai prossimi alla pensione si imbattono in uno strano caso: un killer seriale “poeta”, uccide i criminali e la feccia che popola le strade e le notti della città; il loro compito è catturarlo.

(Regia: Jon  Avnet – anno 2008)

RATING: * *

COMMENTO:

Bambini violentati ed uccisi spaccandogli la testa, sfruttatori della prostituzione, spacciatori di droga, killer della mafia, balordi e violenti, sono i protagonisti di una guerra quotidiana, invisibile ai più ma reale come le guerre ufficiali, una cosa orribile che cambia in peggio gli uomini.

Al fronte partono ragazzi normali, uomini come me, come voi, che hanno un passato, una famiglia, i loro sogni, e ne tornano uomini deformi: le ferite, le mutilazioni, non sono solo fisiche, ma anche psichiche.

Il film narra di questa guerra e dei poliziotti che la fronteggiano, con i loro limiti, la loro morale, le loro pressioni psicologiche.

Quando si sta troppo a lungo a contatto con quell’inferno clandestino e parallelo si rischia di rimanerne prigionieri e dannati.

I criminali sono l’1% della popolazione che minaccia l’altro 99%, ma solo loro ed i poliziotti, come i demoni e gli angeli, sembrano accorgersi di quel 99% di persone che tra loro si ignorano, scivolando via senza neanche vedersi, impegnati nello shopping o nelle loro vite personali.

In questo mondo invisibile ai cittadini normali, i detective in prima linea sono come soldati che vivono in trincee di fango e dopo trent’anni che ci sguazzi dentro è difficile non sporcarsi. La parte più difficile è evitare di superare il limite ed impedire che quel fango arrivi ad avvelenare il cuore e poi la mente, perché se il cervello fa click rischi di confondere la morale con l’etica, i confini personali con quelli convenzionali e in quel momento perdersi è un attimo!

Il casting è ottimo. Robert De Niro e Al Pacino, con i volti segnati dal tempo, sono perfetti nella parte dei poliziotti consumati e stanchi, ma la loro bravura da sola non può sopperire ad un soggetto misero e poco originale che ricorda i vari film del Giustiziere della notte con Charles  Bronson.

Il risultato è un’opera a tratti noiosa, basata su un unico trucco narrativo che prepara il colpo di scena finale. Ma gli ultimi dieci minuti su un totale di 1 ora e 40, sono pochini!

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