IL RICCIO

il_riccioTITOLO: IL RICCIO

GENERE: DRAMMATICO

TRAMA:

Renée Michel è la portinaia dello stabile in rue de Grenelle, 7 a Parigi, abitato soltanto da famiglie della ricca borghesia francese.

La sua vita trascorre uguale secondo il copione della portinaia: ritirare la posta, pulire le scale e le vetrate, portare fuori i bidoni dell’immondezza.

Ma tutti quei banali rituali non traggono in inganno due personaggi particolari ed apparentemente molto diversi tra loro: la piccola Paloma Josse, una ragazzina di dodici anni dall’intelligenza straordinaria e monsieur Ozu, un ricco giapponese appena arrivato nello stabile come nuovo inquilino.

L’acume speciale di Paloma ne fa una ragazzina triste, introversa, che riesce a vedere la vita così com’è, disvelando persino le strategie esistenziali che permettono agli adulti di andare avanti barando od in qualche modo mentendo a loro stessi.

Così Paloma passa le sue giornate osservando il modo attraverso gli occhi di una videocamera, meditando il suicidio come progetto personale per evitare una vita da “pesce rosso, intrappolato in una boccia di vetro”.

Ma sia lei che il raffinato e strano monsieur Kakuro Ozu hanno molto più in comune di quanto si possa sospettare ed entrambi scopriranno il segreto di Michel; infatti, come gli aculei del riccio nascondono un animale bello ed elegante, così dietro le sembianze di una  portinaia sciatta e grassa si nasconde una donna coltissima, capace di godere la bellezza della letteratura, della musica e dell’arte in genere.

(Regia: Mona  Achache – anno 2010)

RATING: * * +

COMMENTO:

Cos’è che ci fa scivolare uno accanto all’altro senza vederci? Dei trucchi geniali: i ruoli, gli stereotipi, le apparenze, il tempo, la provenienza, … tutte abili mistificazioni che ci nascondono agli occhi degli altri.

Renée Michel indossava forse una delle maschere meglio riuscite, quella della portinaia, ovvero quella donna nell’immaginario collettivo, arcigna, grassoccia, scorbutica, brutta, trasandata, che vive con un gatto pigro in un umilissimo appartamento al piano terra impregnato di odore di stufato; allo sguardo acuto della piccola Paloma “il miglior nascondiglio di tutti”!

Ma neanche questi astuti travestimenti possono nasconderci agli occhi delle anime a noi simili, né l’abissale differenza d’età tra Michel e Paloma, ne il diverso stato sociale o etnia culturale che separava la portinaia dal gentile ed elegante Kakuro Ozu.

Una misteriosa vibrazione interiore fa si che esse si riconoscano e subito si instaura tra loro una relazione intima agli altri invisibile o incomprensibile.

Un film che ci invita ad andare oltre le apparenze, con l’esclamazione piena di meraviglia di Michel quando per la prima volta si veste elegante per andare a cena con quello strano signore giapponese del quarto piano: “.. non mi ha riconosciuta!”, dice la portinaia riferendosi ad una elegante inquilina dello stabile che l’aveva salutata con garbo; stupore al quale Kakuro risponde con nobile consapevolezza: “Forse perché non l’ha mai vista!”.

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