UNA FAMIGLIA PERFETTA

una_famiglia_perfetta_gTITOLO: UNA FAMIGLIA PERFETTA

GENERE: COMMEDIA

RATING:  * * + +

TRAMA:

Leone è un ricco cinquantenne che si appresta a passare la vigilia di Natale con la sua bella ed unitissima famiglia nella sua splendida villa di Todi. L’atmosfera è gioiosa e suggestiva nella casa finemente addobbata. Tutto è perfetto: Pietro e Luna i figli adolescenti, Rosa la nonna, Carmen l’adorata moglie, Fortunato il fratellone con la sua compagna Sole, Daniele il figlio minore, tutti riuniti intorno al tavolo. Ma nel bel mezzo del pranzo Leone di colpo si ferma gelando tutti, punta il dito verso il figlio più piccolo e con tono severo esclama:”Quel bambino non mi piace! E’ grasso ed ha gli occhiali!”.

Ci si rende così conto che la splendida famiglia in realtà non è altro che una compagnia di teatranti assoldati da Leone per recitare quella parte durante il suo solitario Natale. I termini del contratto sono chiari: se per le ventiquattrore della festa più bella dell’anno gli attori non riusciranno ad essere convincenti, non saranno pagati!

(Regia: Paolo Genovese – anno 2012)

COMMENTO:

Ispirato al film Familia (1996) del regista spagnolo Fernando Leon De Aranoa (inedito in Italia), la pellicola di  Paolo Genovese racconta una storia originale ed intelligente che assieme a qualche sorriso offre anche spunti di riflessione, quando finzione e realtà si confondono.

Durante il dipanarsi della trama viene da chiedersi cosa stia succedendo. Sembra di assistere alla storia di una grande solitudine, oppure ad una vera e propria ribellione folle contro l’aleatorietà della realtà, quella spietata presa diretta che non da mai la possibilità di tagliare o girare nuovamente le scene che non ci piacciono; e per una volta, almeno una volta nella vita, vorremmo che le cose andassero esattamente come avevamo immaginato o desiderato: il figlio bello e perfetto, una famiglia unita ed idilliaca, gli eventi che si susseguono senza intoppi secondo un programma ideale, come se potessimo essere regista e sceneggiatore della nostra esistenza. Invece, alla fine del film, colpo di scena (!), e ci troviamo di fronte a qualcosa che ha a che fare più con l’amore ed i rimpianti, un finale tutto sommato banale rispetto all’originalità delle premesse.

Interessante notare come la pellicola sia un ottimo esempio per capire come funzioni la psicoterapia che utilizza le costellazioni familiari; si tratta di una tecnica che attraverso la distribuzione dei ruoli in una sorta di rappresentazione teatrale diretta dallo psicoterapeuta, ricrea le inter-dipendenze esistenti tra i componenti di una famiglia o di un gruppo, innescando delle reazioni e dei risentiti che permettono di evidenziare le presunte dinamiche inconsce che produrrebbero sofferenza in molti aspetti della vita. Chissà che lo spagnolo Fernando Leon De Aranoa non si sia ispirato proprio a questa strumento psicologico.

La commedia avrebbe meritato tre stelle se non fosse stato per la recitazione mediocre di Eugenia Costantini, Ilaria Occhini ed Eugenio Franceschini, ma si sa, il cinema italiano contemporaneo non può contare su grandi attori. Bravo invece Castellitto.

Sarebbe interessante vedere anche l’altro film che si è ispirato sempre alla pellicola originale di Fernando Leon De Aranoa, l’americano Natale in affitto del 2004 con Ben Affleck.

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