IL DOMANI CHE VERRA’

il_domani_che_verraTITOLO: IL DOMANI CHE VERRA’

GENERE: DRAMMATICO

TRAMA:

Un gruppo di otto ragazzi, guidati dalla forza e desiderio di avventura di Ellie, riescono a convincere uno ad uno i loro genitori a lasciarli andare in campeggio da soli, nella stupenda e selvaggia natura delle Alpi Australiane.

Ma al rientro in città si accorgono con terrore che i loro cari sono scomparsi e che tutto quello che conoscevano prima ora non è più: una potenza militare straniera ha invaso il paese e le loro vite da adolescenti saranno chiamate a cambiare radicalmente …

(Regia: Stuart  Beattie – anno 2011)

RATING: 0 –

COMMENTO:

Trappola classica: soggetto intrigante, realizzazione pietosa; ma se ci sono cascato è stata solo per superficialità; sarebbe bastata un’occhiata fugace al trailer per rendersi subito conto del “trappolone”, invece ho solo leggiucchiato la trama.

Non ho abbastanza spazio nel campo “Rating” per esprimere tutto il mio disprezzo, il film è di una mediocrità irritante!

Un voto semplicemente nullo per questo film sarebbe comunque un giudizio trionfale!

Vediamo …. prendete degli attori espressivi come cocomeri al buio e credibili come i capelli di Silvio Berlusconi, mescolate con qualche quintale di dilettanti allo sbaraglio, insaporite con l’intelligenza di un decerebrato ed otterrete questa boiata megagalattica!

Regista, sceneggiatore e tutto lo staff hanno le stesse chances di diventare dei bravi artisti di quanto ne abbia Renzo Bossi nel superare i test d’ingresso per la terza media!

Ho visto tantissimi gruppetti parrocchiali mettere in scena delle rappresentazioni molto, ma molto più dignitose della boiata proposta da questa banda di cialtroni peracottari!

Sono basito da tanto coraggio e mancanza di pudore. Se lasciamo che robaccia da sceneggiato televisivo a puntate invada il cinema, è la fine della macchina dei sogni!

Mi chiedo se chi ha finanziato il film fosse sotto ricatto o se gli attori, regista e sceneggiatore, fossero semplicemente tutti suoi amici e parenti …

L’apoteosi della nausea viene raggiunta nelle inquadrature finali del film: la fotografia, che durante tutte le riprese aveva mantenuto lo stesso stile chiaro dai colori naturali, improvvisamente muta e con un vero colpo di genio si trasforma in un bianco e nero seppiato; i corpi dei nostri eroi si stagliano contro un epico fondale con cielo plumbeo, come quello usato da Zack  Snyder nel mitico film 300, per rappresentare il manipolo di guerrieri spartani che bloccarono lo sterminato esercito persiano alle Termopili!

Adesso immaginate di sostituire quelle epiche figure con quelle meno epiche dei ragazzini della Tecnocasa completi di cravatta e brufoli, ed avrete più o meno un’idea del contrasto che l’impareggiabile team di artisti del Domani che verrà è riuscito a creare: fastidioso!

Unica elemento positivo del romanzo di John  Marsden da cui è tratto il film è il messaggio, carico di verità, che niente di quello che abbiamo ereditato gratis dai nostri padri è scontato, ma è il frutto di milioni di morti (42 milioni nella sola II Guerra Mondiale) e abissi di dolore.

Tutto ciò che è accaduto potrebbe un giorno riaccadere se non vigiliamo e se non facciamo nostri i doni conquistati a caro prezzo da chi ci ha preceduto e lottato.

Solo qualche giorno fa all’Europa è stato conferito il premio nobel per essere riuscita a garantire ai suoi popoli il periodo di pace più lungo nella storia dell’umanità: 60’anni, un battito d’ali che ci ricorda quanto questa condizione sia fragile e mai scontata!

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