COSA PIOVE DAL CIELO?

cosa_piove_dal_cieloCOSA PIOVE DAL CIELO?

GENERE: COMMEDIA DRAMMATICA

TRAMA:

Roberto è il proprietario di un negozio di ferramenta a Bueno Aires; un tipo silenzioso, musone, scorbutico e severo, che conduce una vita solitaria scandita da precisissimi rituali.

Conta sempre le viti o i chiodi contenuti nelle scatole che acquista dal fornitore e si arrabbia a morte nel constatare che regolarmente il numero dei pezzi è inferiore di qualche decina a quello dichiarato nella confezione.

Colleziona ogni sorta di oggetti: modellini di aerei, lattine di birra, soprammobili in vetro, che custodisce con precisione maniacale sugli scaffali e nelle vetrinette di casa. Ma la collezione più bizzarra di tutte è quella che cela il segreto più intimo della sua vita. Roberto infatti da decenni ritaglia tutti gli articoli di giornale che riportano i più assurdi fatti di cronaca accaduti nel mondo.

Unico contatto con il mondo e svago, oltre agli oggetti che acquista su internet tramite un amico, sono l’abitudine di andare in periferia a guardare gli aeroplani che atterrano e decollano dall’aeroporto  della città, seduto su un a sedia a sdraio affianco al cofano della sua vecchia auto apparecchiato come se fosse un pic-nic, e Mari, una ragazza perdutamente innamorata di lui perché al di là del suo comportamento scorbutico e misantropo ha capito che si cela un uomo di grande nobiltà d’animo, coraggio ed un profondo dolore.

Ma quella vita solitaria così scandita ed uguale nei ritmi ed abitudini sarà stravolta da … una mucca caduta dal cielo!

(Regia: Sebastián  Borensztein – anno 2011)

RATING:  *  *  * +

COMMENTO:

Finalmente una boccata di ossigeno per la mente che  segue la narrazione senza mai riuscire ad anticipare la scena seguente, grazie ad un soggetto davvero originale, punto di forza centrale del film.

Il racconto prende per mano lo spettatore e lo conduce lungo strade mentali nuove, mai percorse prima.

Una sceneggiatura che rompe gli schemi triti e ritriti che affollano i circuiti cinematografici più commerciali e che riesce a trattare con maestria, leggerezza e grande ironia  temi umani profondi come la ricerca di un senso nella vita.

Sebastián  Borensztein narra con il sorriso vicende umane obbiettivamente tristi ed importanti, facendo riflettere ma senza mai essere pesante; un equilibrio difficile da raggiungere che dimostra un grande talento artistico.

Il film ci insegna che tutte le cose sono collegate tra loro e partecipano ad un disegno solo apparentemente casuale ma che in realtà persegue una logica precisa che si colloca ben al di sopra dei pensieri umani, in grado di dare un senso ad eventi incredibili e deliranti che apparentemente non ne hanno; una logica dove anche una mucca che piove dal cielo non è assurda, come credeva Roberto, ma è uno di quegli interruttori invisibili che fanno scattare nella vita degli uomini dei grandi cambiamenti, veri e propri bivi posti lungo il viaggio della crescita ed evoluzione personale di ciascuno di noi.

Volenti o nolenti facciamo parte di una umanità solo in apparenza separata, distante e diversa, come distanti e diversi sono uno sfortunato ragazzo cinese alla ricerca dello zio ed  un burbero argentino; due mondi, due culture che sembra non possano nemmeno comunicare tanto le rispettive lingue sono aliene, ma lo svolgimento del racconto lentamente dissolve l’illusione come la nebbia del mattino e svela una verità ben diversa: ogni essere umano, malgrado storie, luoghi e culture diverse, in verità è intimamente connesso ed uguale nella propria umanità.

E’ come se vivessimo dentro le nostre rispettive storie personali convinti di viaggiare in solitaria all’interno della nostra personale barca a vela, ma è soltanto la fantasiosa diversità delle nostre esperienze a creare questa illusione. In realtà siamo passeggeri che abitano cabine differenti ma della stessa barca.  Arriva sempre nella nostra storia un momento in cui a ciascuno di noi cade la propri mucca sulla testa!

La mucca piovuta dal cielo sulla testa di Roberto è  Jun, la cui apparizione apparentemente assurda ha creato le situazioni comiche che ci hanno fatto sorridere, ma che per l’asociale ed ossessivo Roberto è stata la tegola che gli ha aperto gli occhi su quanto fosse solitaria e vuota la propria vita.

L’intima appartenenza ad un’unica umana famiglia è stata magnificamente rappresentata dalle tragiche esperienze vissute alternativamente prima da Jun, picchiato e derubato da un tassista, e poi da Roberto, picchiato da un poliziotto corrotto, la cui morale è tanto semplice quanto istruttiva: ciò che oggi è capitato a te, domani potrebbe capitare a me.

Insomma un riconoscimento meritato, quello del  Marc’Aurelio d’Oro per il miglior film al Festival di Roma 2011,  che premia la maestria con cui soggetto e sceneggiatura riescono a miscelare ingredienti molto preziosi e rari: originalità, profondità, ironia ed un pizzico di poesia.

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