MARIGOLD HOTEL

marigold_hotelTITOLO: MARIGOLD HOTEL

GENERE: COMMEDIA

TRAMA:

Quanto vale l’esistenza delle persone quando si incamminano sul viale del tramonto?

Niente!

Considerazione, dignità, potere contrattuale, finiscono per svanire come d’incanto.

Ma non tutti accettano una fine del genere, non tutti pensano che questo modo così umiliante di uscire di scena sia ineluttabile. Così, con uno scatto di orgoglio e grande coraggio, qualcuno decide di darsi un’altra chance, un altro destino!

Questa è la storia di alcuni di loro: dei pensionati inglesi, anziani vedovi, vedove, single, coppie stagionate, finiranno per incrociare le loro storie in uno sgangheratissimo Hotel indiano, il Marigold Hotel, condotto da un buffo e strampalato giovane che sogna di risollevare le sorti dell’azienda paterna.

Compagni di viaggio per caso, finiranno per diventare grandi amici.

(Regia: John  Madden – anno 2012)

RATING:  *  *  +

COMMENTO:

Il “+” è solo per premiare lo sforzo (non riuscito) di fare qualcosa di interessante.

E’ come se l’autore stesso non avesse chiaro quale fossero le corde che volesse far risuonare: intendeva far sorridere, commuovere? Difficile dirlo.

Il film tratta un argomento profondo e drammatico come il tramonto delle nostre esistenze, in modo talmente banale e pieno di luoghi comuni da non meritare più della sufficienza.

Qui e là si trovano spunti di riflessione, ma il finale della serie “vissero tutti felici e contenti” è melenso.

Qualche battuta isolata è comunque degna di nota e strappa un sorriso; una di queste è la sarcastica domanda che Jean Ainslie rivolge all’agente immobiliare che illustra i pregi di una casa adatta a delle persone anziane, come il “corrimano alle pareti per agevolare i vostri spostamenti” o “l’allarme che, nel caso che cadiate all’improvviso, chiamerà l’ambulanza automaticamente”:

“E se cadessimo da un’altra parte? Potremmo anche non riuscire a pianificare la nostra improvvisa caduta nello stesso angolino dove c’è l’allarme! E poi non sarebbe meglio avere anche dei corrimano al centro dela stanza? Magari così eviteremo di strisciare lungo le pareti!”, ma lo humor britannico sa fare di molto meglio e con più continuità!

La recitazione degli attori non aiuta: Judi  Dench (nel film Evelyn Greenslade) è quasi antipatica da quanto inespressiva; l’unica che si salva è Margaret Natalie Smith (nel film l’antipatica e bisbetica Muriel Donnelly), che molti ricorderanno come la professoressa Minerva McGranitt in Harry Potter.

La scelta dell’India come location non poteva essere più intrigante, ma nonostante ciò non riesce ad evitare un risultato finale deludente.

Il film non è riuscito a rendere neanche un buon servizio dal punto di vista turistico a quel paese; non c’era niente di magico od invitante in quello che il regista John  Madden ha mostrato agli spettatori attraverso l’occhio della sua telecamera.

Non so se questa mia recensione sia dovuta all’età ancora lontana da quella dei protagonisti della storia …  per cui sarei grato se qualche cinefilo over 70 mi desse il suo punto di vista: il film vi ha emozionato? Vi ha dato una carica di speranza?

Se la risposta è sì, vuol dire che i destinatari del messaggio eravate voi, altrimenti significa semplicemente che il film non è gran chè ….

Annunci

Dai commenta! Non fare il timido

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...