HUNGER GAMES

hunger_gamesTITOLO: HUNGER GAMES 

GENERE: FANTASCIENZA

TRAMA:

Nel futuro post apocalisse, l’umanità è divisa in due: da una parte la classe dominante, dall’altra il resto degli uomini relegati in dodoci distretti.
Nello stato di Panem, come punizione per essersi ribellati nel passato,  da 73 anni si svolgono gli spettacolari Hunger Games, una sorta di giochi per gladiatori, i cui partecipanti sono sorteggiati coattamente come “tributi”, tra i giovani adolescenti appartenenti ai dodici distretti.
I giochi sono oggetto di un sofisticatissimo reality show che infiamma gli animi dei frivoli abitanti della lussuosa Capitol City. Gli strateghi del programma televisivo dirigono la regia di quel gioco mortale, dal quale dovrà uscire vivo un solo vincitore.
Il reality è molto più di un business o di un programma di intrattenimento, è un sottile gioco psicologico per tenere sotto controllo gli “svantaggiati”!
(Regia: Gary Ross – anno 2012)

RATING:  * * * * * 

COMMENTO:

Un vero pugno nello stomaco! Le emozioni che mi ha dato sono state così intense che mi hanno turbato per giorni! Bellissimo!
Le considerazioni politico-sociali e gli spunti di riflessione sono così tanti che ho seria difficoltà nel commentare questo film ….
Non so se queste mie emozioni così forti siano “esportabili”…  forse sono legate a delle corde interiori per me molto sensibili…  mi ha ricordato, anche se in maniera molto più drammatica, risonanze interiori simili a quelle evocate dal film (sempre di fantascienza) “In Time“.
Credo si tratti di emozioni legate alla mia viscerale passione contro le ingiustizie sociali, la manipolazione dei popoli, la deviazioni delle vite e dei destini degli uomini cosiddetti “svantaggiati”!
Stupendo il modo in cui il regista è riuscito a rappresentare cinematograficamente la totale inconsapevolezza, stupidità, vanità e ferocia della classe dominante; una umanità talmente lontana dalla realtà da essere addirittura la ridicola caricatura di ciò che doveva essere un essere umano, esasperati nel look, tecnologicamente avanzatissimi ma spiritualmente primitivi, involuti, corrotti nell’animo e terribilmente annoiati, tanto da doversi nutrire di emozioni forti attraverso l’istituzione di giochi che ricordano quelli dei gladiatori.
Una civiltà (?) che necessita di sacrifici umani, come gli antichi rituali delle popolazioni precolombiane del centro America.
Le loro vittime sono i cosiddetti “svantaggiati” (nome emblematico e sempre attuale nella storia dell’umanità): delle persone rinchiuse in 12 distretti, che conducono una vita tecnologicamente medioevale, lavorando come schiavi per rifornire di materie prime la classe dominante; uomini e donne costretti ad arrabattarsi per vivere, e forse proprio per questo persone semplici, spesso con dei valori autentici e vicini alla verità del mondo.
Fantastica la denuncia dei cinici e squallidi retroscena del reality show che ha come oggetto i giochi, ma che potrebbero benissimo essere quelli del grande Fratello, Isola dei famosi, La talpa, Uomini e Donne, C’è Posta per te, e vaccate simili, magicamente interpretati da Stanley Tucci (nel film Caesar), il conduttore del reality, l’incantatore, l’alchimista delle folle stile Maria De Filippi.
Terribile il messaggio rivolto ai giovani di oggi che se vogliono sopravvivere devono competere sino a sbranarsi secondo le leggi della giungla riproposte senza più tanti mezzi termini dal neoliberismo (non è casuale il nome della città dove vive la classe dominante: Capitol City!).
Drammaticamente reale la suggestione indotta dagli scintillanti beni di consumo e sovrabbondanza che stordisce i ragazzi appena saliti sul treno: una vera magia che ipnotizza le menti dei giovani allevati ormai come cash cow!
Interessanti alcune citazioni dei video games (vedi le miracolose “medicine” che arrivano in volo ad aiutare gli eroi del gioco), o dell’indimenticabile film “The Truman Show” con Jim Carrey (vedi la volta del cielo segnata da una griglia che ne tradisce la virtualità).
Inquietante e infuriante vedere come un’abilissima regia di esperti e specialisti riesca a governare l’animo umano come si governa una mandria di animali, decidendo quando farli piangere e quando farli ridere, quali emozioni ingenerare o quanta speranza dare (meravigliosa ed emblematica la frase pronunciata dal presidente dello stato di Panem:”Un po’ di speranza è utile. Troppa speranza è pericolosa!”).
Il finale è tragico, eroico, ma senza speranza: anche due ragazzi coraggiosi e buoni come Katniss Everdeen e Peeta Mellark dovranno sottomettersi alle regole del gioco se vogliono sopravvivere!
Rispetto al fim In Time, Hunger Games è molto più realistico, nel senso che il finale rispecchia la nostra attuale condizione. Ma secondo me molti hanno sottovalutato il messaggio dell’altro film In Time.
La sua forza era infatti quella di dare speranza alla gente e dirle che se vogliamo, possiamo cambiare il mondo!
Uno degli strumenti di controllo più potenti del sitema di potere odierno, è quello di ingenerare il nichilismo.
Facendo volantinaggio per gli ultimi referendum regionali, ne ho approfittato per parlare con la gente e ho trovato, oltre all’enorme disinformazione, una miriade di persone frustrate, scoraggiate, arrese, perse nel falso pensiero “tanto nulla serve a nulla”.
La frase del presidente di Panem, che rappresenta il sistema di potere, invece ci ricorda una profonda verità:”Un po’ di speranza è utile. Troppa speranza è pericolosa! “.
Allora il film In Time era meno realistico di Hunger Games, ma decisamente più rivoluzionario….

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